mercoledì 14 febbraio 2018

Anime giapponesi: Tetsuwan Atomu tra elaborazione del dopoguerra e simbolismo

L'animazione giapponese (Anime) è entrata ben presto a far parte della cultura cinematografica occidentale grazie a una diffusione capillare dei mezzi di comunicazione di massa che veicolano veri e propri "flussi migratori" culturali. La produzione di contenuti mediali transnazionali ha avuto inizio, come spiegato introdotto in Anime giapponesi: le origini tra immaginazione e storiografia, con Tetsuwan Atomu (Astro Boy).
E' in questo Anime che possiamo notare una peculiarità: la volontà di cancellare archetipi e simboli che potessero, in un qualche modo, collegare l'animazione alla cultura giapponese. Sembra che l'obiettivo, da questo punto di vista, sia stato quello di livellare il sostrato simbolico per renderlo più commerciale e distribuibile.
Stando agli studi del professor Koichi Iwabuchi questo è stato il modus operandi di molte Anime giapponesi trasposte in altre nazioni (e quindi collocate in altre culture).

Quello che rimane di questo lavoro di pulizia narrativa è un mix di agglomerati semantici e terminologici che, nell'insieme, possono definirsi uno storytelling che richiama l'Oriente strizzando l'occhio al Giappone senza, con ciò, mai identificarsi totalmente nel proprio Paese.

Tetsuwan Atomu (così come Sazaesan) esplora il periodo successivo alla seconda guerra mondiale: il racconto, la trama, le tematiche e i valori riflettono un lavoro poetico ancorato alla realtà che è riflessione sui fatti storici che hanno coinvolto i Paesi di tutto il mondo.
Tetsuwan Atomu è stato il primo Anime ad essere esportato ed è la pellicola che ha aperto la strada al genere Mecha, un filone di fantascienza basato sui robot. Dalle prime animazioni ad uso e consumo della propaganda giapponese (primi due decenni del Novecento), si passa a pellicole complesse, che riflettono la società rielaborandone gli accadimenti.


Osamu Tezuka

Osamu Tezuka




[Continua]

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