lunedì 14 gennaio 2019

Francesco Piccolo. L'animale che mi porto dentro, Einaudi

L'esplorazione umana, a tratti anatomica, del maschio che si forma in una società dove virilità e pienezza emotiva sembrano essere agli antipodi di uno stesso universo è la materia dell'ultimo libro di Francesco Piccolo.

Francesco Piccolo, L'animale che mi porto dentro

Il maschio che si svela al lettore, che cresce e si forma di pagina in pagina, è un maschio che rifugge quell'universo che Piccolo tenta di esaminare con gli strumenti che la storia gli offre e che spesso coincidono solo con i suoi stessi sensi.
Eppure, per quanto possa scappare, il maschio che vediamo crescere alla fine si abbandona al codice della virilità, perché il bisogno di appartenenza è più forte di qualsiasi gratificazione emotiva.

Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?». 

Il ritmo del libro è cadenzato da analisi letterarie che sfiorano la saggistica. Storia e critica creano un ensemble lirico che, a mio parere, racchiude il piacere di questa lettura. Quando Piccolo abbandona le vesti di scrittore per abbracciare la vena cinematografica che gli appartiene, è in quel momento che ci regala delle pagine di acuta riflessione che meritano, pertanto, la lettura dell'intero romanzo.

giovedì 10 gennaio 2019

Picasso, Guernica: "Siete voi che avete fatto questo"

"Ah, eccolo qua. E' lei che ha fatto questo?"
"No, siete voi che avete fatto questo".

Picasso, in risposta alla domanda del diplomatico nazista Otto Abetz a proposito della Guernica.




Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali, Fazi Editore

Formatosi nel crogiolo artistico ottomano, Sabahattin Ali dopo gli studi a Istanbul prosegue la sua formazione e la sua carriera nella Germania dei primi decenni del Novecento, tra sperimentazione e accelerazione.
In Madonna col cappotto di pelliccia la scrittura di Ali ci restituisce la commozione di una storia d'amore senza tempo intrisa dal disincanto con il quale Raif Effendi racconta la sua vita con particolare attenzione all'incontro d'amore con un'artista disinibita in una Berlino degli anni Venti.

Il ritmo organico del libro si sviluppa, fra sublimazione e passione, tra le pagine del diario di Raif Effendi. Pagine scoperte, lette, interpretate e "raccontate" dall'io narrante. Si scopre un Raif nuovo, un uomo differente da quello che la realtà voleva farci credere. L'esperienza umana ed emotiva di Raif coinvolge il lettore, la sua storia d'amore ci tiene legati alle pagine tra un colpo di scena e l'altro.

Queste domande restano senza una risposta se non siamo capaci di guardare al di là delle apparenze - se ci dimentichiamo che dietro la facciata di ogni individuo c'è un altro mondo interiore, dove la mente è condannata a funzionare, volente o nolente.

Scopri di più sul sito dell'editore
Ma se ci lasciassimo incuriosire da questo universo misterioso, allora sì potremmo imbatterci in tesori che mai ci aspetteremmo di rinvenire.

Su Twitter si sta animando un social reading:


















[In aggiornamento]

mercoledì 9 gennaio 2019

All'improvviso è arrivato il futuro. Le luci della centrale elettrica

Qui

Io sono nei detriti spaziali
Nelle notizie da casa dai fronti siriani
Sono negli alberi monumentali
In quelli abbattuti, nei piani astrali
Sono tra i cercatori d'oro
Tra i fiori che crescono su ogni abbandono
Sono pericoloso io che ti rassicuro
E hai visto all'improvviso è arrivato il futuro
E adesso sono qui
È un superpotere essere vulnerabili

Sono negli eventi catastrofici
In quelli magnifici, dentro i fili elettrici
Sono nelle nuove idee
In supermercati più grandi
Delle più grandi moschee
Sono stato avvistato, identificato
Sono in cielo dopo che ha diluviato
Sono alla deriva nelle correnti
Tra pensieri, passaporti e vite precedenti
E adesso sono qui
Dove sono possibili cose impossibili

Sono le tracce sparite nel vento
Un combattimento, un karma irrisolto
Sono in uno spazio sacro
Suono all'aperto o con il coprifuoco
Sono vuoto come un cielo stellato
Vedi bene al buio e ora è illuminato
Sono al di là della paura
In quella prateria infinita
Piena di pericoli e strapiena di vita
Piena di pericoli, strapiena di vita

E adesso sono qui
È un superpotere essere vulnerabili
E adesso sono qui
Dove sono possibili cose impossibili

E adesso sono qui
È un superpotere essere vulnerabili
E adesso sono qui
Dove sono possibili cose impossibili

Io sono nei detriti spaziali
Nelle notizie da casa dai fronti siriani
Sono negli alberi monumentali
In quelli abbattuti, nei piani astrali
Sono tra i cercatori d'oro
Tra i fiori che crescono su ogni abbandono
Sono pericoloso io che ti rassicuro
E hai visto all'improvviso è arrivato il futuro
E adesso sono qui



Antonio Sant'Elia, La centrale elettrica 1914

martedì 8 gennaio 2019

Librerie e biblioteche più belle del mondo (e altri corner per booklovers)

Ateneo Grand Splendid è stata definita da quotidiani e guide turiste la libreria più bella del mondo. Si trova nel quartiere Recoleta di Buenos Aires, in Argentina all'indirizzo Avenida Santa Fe 1860. L'eleganza e la storia senza tempo di un teatro risalente ai primi anni del Novecento si coniuga con silenzio e sospensione temporale proprie di una biblioteca. Tra gli spazi oceanici si possono sfogliare libri da leggere sorseggiando un buon caffè nell'antico palcoscenico ora adibito a luogo di ristoro.


I booklovers più acuti conosceranno e potranno apprezzare la bellezza del convento barocco di San Gallo in Svizzera che ha ben 1200 anni: tra queste antiche mura si nascondono alcune delle pergamene più antiche oltre a ricercati manoscritti.


Fatima al-Fihri è stata la donna musulmana che ha fondato la più antica istituzione educativa al mondo (nell'anno 859) ovvero l'Università di Al-Qarawiyyin Library a Fez (una delle più antiche biblioteche operative del mondo). Recentemente restaurata dall'architetto Aziza Chaouni, la struttura ospita mosaici, affreschi ma anche pannelli solari e punti di ristoro.


Cambiamo scenario e andiamo in Francia, specificatamente sulle coste della Senna marittima dove, dal 2006, un sistema di dodici stabilimenti adibiti a biblioteche accompagna le estati dei francesi e dei turisti. 


Una gigantesca casa sull'albero ospita la biblioteca per bambini Soneva Kiri: spazi letture sospesi, lucernari nella foresta pluviale, una sala musica con strumenti tailandesi e pareti di spartiti, oltre a libri sulle tradizioni locali. 


Un'architettura lineare e pulita, luci e pareti bianche. Spazio e tempo si confondono nella biblioteca civica di Stoccarda, gestita dal locale dipartimento della cultura, con sede nella biblioteca comunale di Mailänder Platz, in Germania. 


Una struttura imponente, mastodontica, con archi di legno a due piani: il Trinity College di Dublino è anche la più grande biblioteca di tutta l'Irlanda. Curiosità: qui vi si trova il famoso Libro di Kells, il manoscritto miniato creato dai monaci celtici intorno all'anno 800.


La storica libreria Shakespeare & Company Bookshop a Parigi non ha bisogno di presentazioni. Lungo la Senna potete poi visitare musei e perdervi tra i vicoli parigini e magari entrare in qualche locale frequentato dai poeti maledetti.


The Last Bookstore di Los Angeles è una struttura recente, rispetto alle altre che abbiamo visto fino a questo momento, tuttavia vanta una vastissima superficie caratterizzata da altissimi soffitti e pilastri che danno maggiore ampiezza ai locali. 


Sculture, due bar e open space: è l'antica fabbrica che ospita Ler Devagar a Lisbona, in Portogallo.




Come diceva Virginia Wolf: Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.

Ariel di Sylvia Plath



Stasi nel buio. Poi
l’insostanziale azzurro
versarsi di vette e distanze.
Leonessa di Dio,
come in una ci evolviamo,
perno di calcagni e ginocchi! –
La ruga
s’incide e si cancella, sorella
al bruno arco
del collo che non posso serrare,
bacche
occhiodimoro oscuri
lanciano ami –
Boccate di un nero dolce sangue,
ombre.
Qualcos’altro
mi tira su nell’aria –
cosce, capelli;
dai miei calcagni si squama.
Bianca
godiva, mi spoglio –
morte mani, morte stringenze.
E adesso io
spumeggio al grano, scintillio di mari.
Il pianto del bambino
nel muro si liquefà.
E io
sono la freccia,
la rugiada che vola
suicida, in una con la spinta
dentro il rosso
occhio cratere del mattino.

Claudia Magris. Trieste, forse, più di altre città, è letteratura, è la sua cultura.

Trieste, forse, più di altre città, è letteratura, è la sua cultura.

Claudio Magris


D'Annunzio. Vivere ardendo e non bruciarsi mai

Vivere ardendo e non bruciarsi mai. 

G. D'Annunzio




domenica 30 dicembre 2018

Homero Aridjis, L'occhio della balena

E le balene uscirono 
a scrutare Dio
fra i solchi danzanti delle acque.
E Dio fu visto dall'occhio di una balena.

Homero Aridjis, L'occhio della balena


sabato 29 dicembre 2018

E ti vengo a cercare. Franco Battiato

E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza

Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te

Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
Fare come un eremita
Che rinuncia a sé

E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici

Questo secolo oramai alla fine
Saturo di parassiti senza dignità
Mi spinge solo ad essere migliore
Con più volontà

Emanciparmi dall'incubo delle passioni
Cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
Essere un'immagine divina
Di questa realtà

E ti vengo a cercare
Perché sto bene con te
Perché ho bisogno della tua presenza