It’s About Time / Era Ora di Marysia Lewandowska: Progetto Speciale al Padiglione delle Arti Applicate - La Biennale di Venezia

It’s About Time / Era Ora
Marysia Lewandowska
Padiglione delle Arti Applicate 
Progetto Speciale della 58° Esposizione Internazionale d’Arte  - La Biennale di Venezia 
In collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra
Sale d’Armi dell’Arsenale 


Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, spiega che «quest’anno il progetto di mostra trova l’ispirazione nella visita all’Archivio Storico della Biennale e alle collezioni del V&A. Marysia Lewandowska rivolge la sua attenzione alla storia della Biennale e, in particolare, alle sue origini, rimanendo colpita dal netto predominio di "uomini" tra le persone citate nella sua storia ufficiale fin dalla fondazione.»   

Era ora analizza l’apparente assenza delle donne nelle narrazioni storiche legate a mostre e musei. Costituita da un’installazione sonora, filmati d’archivio e da una colonna sonora scritta per l’occasione, la mostra vuole rappresentare una versione radicale e alternativa della storia. 




Il progetto prende le mosse dai resoconti delle riunioni organizzate dall’allora sindaco di Venezia,  il poeta Riccardo Selvatico, a cui partecipavano i cittadini, gli intellettuali e gli imprenditori più in vista della città. Quei primi incontri, animati da ideali di orgoglio civico, filantropia e bene pubblico, portarono alla formazione della Biennale nel 1895. 

«Una sola figura femminile – ricorda Baratta - spicca nella storia ufficiale della Biennale dei primi tempi, Felicita Bevilacqua La Masa, paradossalmente colei che favorì prima e sostenne poi una sorta di ‘controbiennale’, nella quale si presentavano alcuni artisti refusés delle biennali ufficiali. Perché non immaginare un totale rovesciamento? Perché non immaginare una Biennale pensata da donne, fondata da donne e gestita da donne? E Baratta che organizza una Secessione?» 

Le ricerche d’archivio hanno in effetti svelato le tracce di questo dibattito parallelo che si svolse a Venezia in quel periodo, animato dalla Bevilacqua La Masa, che nel 1899 lasciò in eredità Ca’ Pesaro alla Galleria d’Arte Moderna, creando così spazi destinati ai giovani artisti. La sola idea che esistessero degli incontri tra le donne di spicco di Venezia volti a discutere di arte e filantropia, apre un nuovo campo di studio che evidenzia il ruolo del dissenso nella creazione della cultura contemporanea. 

Il film a colori proiettato in mostra è ottenuto da riprese in 16mm e ritrovato a Blythe House, sede dell’archivio del V&A. Il film originale, girato da una troupe di professionisti nel corso del 1978, mostra i particolari ‘del museo al lavoro’: curatori, conservatori e docenti alle prese con le consuete attività quotidiane interagiscono dinamicamente sul ‘set’, evidenziando il ruolo che allestimento e ripetizione giocano nei rituali istituzionali del museo. Il progetto nel complesso pone la domanda di come le donne possano testimoniare e reinterpretare storie che le hanno viste ai margini e tradizioni create senza la loro partecipazione. Era ora. 

Professioniste italiane provenienti da Londra e da Venezia ricreano per la mostra uno scenario parallelo secondo il quale sono state le donne a gettare le fondamenta della Biennale, facendo così emergere per la prima volta le loro ‘voci inascoltate’ in un dibattito che riecheggia nel Padiglione delle Arti Applicate, attirando l’attenzione sui meccanismi di creazione e diffusione del sapere. 

«Reimmaginare la realtà documentata come vissuta da persone diverse da quelle documentate – spiega Baratta - significa rendere vitale un archivio, significa trasformarlo in una fonte di ispirazione e ammettere che esso non va consultato solo per trovare quello che manca, ma anche per quello che avrebbe potuto essere.» 

«Si tratta di una sfida alla nostra stessa immaginazione. Come si poteva immaginare all'epoca – chiosa il Presidente Baratta - che oggi la struttura organizzativa della Biennale sarebbe stata formata per la maggior parte da donne, o che molti curatori siano in realtà curatrici, e che in questa Biennale Arte per la prima volta il numero delle artiste superi quello degli artisti? La realtà si è ribellata e insegue l’arte.» 



Tristram Hunt, Direttore del V&A, da parte sua ha affermato: «Quest’anno il Progetto Speciale per il Padiglione delle Arti Applicate, il quarto dall’inizio della produttiva collaborazione tra La Biennale di Venezia e il V&A, presenta un’installazione di Marysia Lewandowska che esplora le ricche e voluminose raccolte archivistiche del V&A e della Biennale, due istituzioni fondate alla fine del XIX secolo in uno spirito di grande ottimismo, internazionalismo e orgoglio civico. L’accurato montaggio, realizzato dalla Lewandowska attingendo alle immagini tratte dal film d’archivio del V&A e al materiale della Biennale scoperto durante le sue ricerche, ha l’intento di esplorare i meccanismi politici e sociali responsabili della formazione degli spazi culturali nei musei e nelle mostre internazionali. Così facendo l’artista stabilisce delle nuove condizioni in cui le immagini e le voci femminili prive di riconoscimento sono libere di emergere.» 

Un simposio su Felicita Bevilacqua La Masa presieduto da Paolo Baratta e con la partecipazione, tra gli altri, di Marysia Lewandoska e Angela Vettese, si terrà il 22 ottobre al Teatro alle Tese dell’Arsenale. L’incontro fa parte del programma delle “Conversazioni con gli artisti” dei Meetings on Art della Biennale Arte 2019.  


Informazioni e Tickets

Biennale Arte 2019
May You Live In Interesting Times: 
https://www.labiennale.org/en/art/2019/information#tickets

11 May > 24 November 2019
closed on Mondays (except 13 May, 2 September, 18 November)

Giardini: open 10 am to 6 pm
Arsenale: open 10 am to 6 pm
Arsenale: on Fridays and Saturdays, until 5 October, open 10 am to 8 pm

Forte Marghera:
7 May > 6 October 2019, open 1 pm to 9 pm
closed on Mondays

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