venerdì 11 ottobre 2013

Come stanno le cose, il mio Lucrezio, la mia Venere di Piergiorgio Odifreddi (Rizzoli)



Siamo abituati a stupirci maneggiando libri, in particolar modo quando ci si aspetta un libro, con una veste grafica e un contenuto ben precisi e invece si presenta ai nostri occhi tutt'altra situazione. E' il caso della lettura, piacevole, confortante e distensiva, del libro di Piergiorgio Odifreddi, Come stanno le cose, il mio Lucrezio e la mia Venere (Rizzoli, 2013). Una riscrittura in prosa del poema di Lucrezio, De Rerum Natura. Odifreddi offre all'uomo moderno, con spontaneità di linguaggio e grande saggezza, uno sguardo differente sul poema, una modalità di approfondimento a dir poco attuale.

Così come la scoperta del poema ha dato slancio agli studi nel periodo rinascimentale estendendo la sua influenza al periodo filosofico moderno, allo stesso modo il libro di Odifreddi sta riscuotendo successo di critica e pubblico proprio per la volontà dell'autore stesso che ha ripreso un poema che forse in troppi, eccezion fatta per gli addetti ai lavori, avevamo dimenticato, radicati, come siamo, in una dimensione liquida che fagocita senza dare il tempo di metabolizzare. Ebbene Odifreddi restituisce il pensiero di Lucrezio riscritto, reinterpretato, adattato, se vogliamo, alle esigenze dell'uomo contemporaneo. E in questo l'idea di fondo di commentare, in un gioco di colori e rimandi, il testo originale dando spazio ora al discorso filologico, ora a quello filosofico e storico, arricchisce il libro rendendolo una pietra miliare del panorama editoriale dell'anno.

Ma pensiamo allo stravolgimento di pensiero inaugurato da Lucrezio nel momento in cui il poema viene ritrovato. De Rerum Natura contrasta con il pensiero medioevale così elegantemente illustrato da Dante. Un poema che attacca la fede, fino a quel momento solida nelle sue convinzioni, dell'uomo medioevale. Lucrezio infrange la regola, ponendosi domande e riflessioni sull'universo e il rapporto dell'uomo con lo stesso. Queste domande verranno successivamente riprese da studiosi e filosofi entrati in possesso del suo poema. Ed ecco la filosofia moderna aprirsi al pensiero lucreziano approfondendone la validità e il senso stesso delle sue parole.

E qui entra in gioco il commento dell'autore. Odifreddi arricchisce, a sua volta, il testo originale, offrendo ulteriori spunti di analisi al De Rerum Natura e a ciò che sottende il pensiero di Lucrezio. Un libro sorprendente per il fatto stesso di mettere in relazione (impresa ardua in altre circostanze) le ambizioni di Lucrezio con quelle dell'uomo contemporaneo in uno sforzo, ben riuscito, di spiegare come stanno le cose.



PS: se volete rileggere la recensione potete cliccare qui

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