giovedì 20 giugno 2013

In rosso. Umberto Mancini.



Questa recensione è uscita sulla rivista Letteratu.

L'ultimo numero della rivista Artribune riporta la seconda puntata sul futuro della fotografia. Domande, dubbi e confronti tra critici e storici dell'arte, artisti, editor, curatori e fotografi. Guardando all'ultimo lavoro di Umberto Mancini, In Rosso (Edizioni Cromàsia) ho ripensato alle parole di Marco Delogu sulla fotografia come arte veloce, "per facilità produttiva e capacità di critica collettiva" e soprattutto quando afferma che vi è un movimento di fotografi "che riflettono maggiormente sulla propria identità, sul rapporto forte e profondo tra la visione e l'interiorità".
E ho ripensato a queste parole proprio sfogliando, leggendo e riguardando più volte, il libro (che da qui in poi vorrei chiamare racconto) di Umberto Mancini. Le sue fotografie, appunto il suo racconto riguardo la città natale, Napoli, conserva un'inaspettata lentezza visiva, scatti densi, concentrati in particolari del capoluogo campano che si dissociano dagli stereotipi televisivi. 

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