martedì 26 giugno 2012

Zazie dans le métro di Raymond Queneau: ora un fumetto di Clément Oubrerie


La produzione letteraria e poetica di Raymond Queneau si sviluppa lungo l'asse dell'autonomia culturale che lo ha portato a sfiorare il surrealismo (con la conseguente presa di posizione radicale, se vogliamo, sull'arte come fenomeno intellettuale radicato in precisi algoritmi matematici, sistemi sui quali lui stesso ha maturato le sue idee tanto da fondare, nel 1960, l’OuLiPo) e l'esistenzialismo senza mai aderirvi pienamente. La forza emotiva e la complessità letteraria dell'opera di Queneau proviene proprio dall'impossibilità di definire la sua vasta produzione, la quale, di conseguenza si presta a molteplici interpretazioni e rappresentazioni. 

Ho trovato particolarmente elegante e umoristica la rielaborazione fumettistica di Zazie dans le métro di Clément Oubrerie edito da Rizzoli-Lizard nel 2011. Se l'umorismo è caratteristica peculiare della scrittura di Queneau nell'opera Zazie dans le métro, in cui il linguaggio si basa su una fonetica ritmica e incalzante testimonianza di una lingua che stava rapidamente mutando sotto gli occhi increduli dello stesso autore, Clément Oubrerie ha saputo conservare questi aspetti arricchendo la graphic novel con illustrazioni vivaci e colorate, in cui la resa visiva esalta  l'aspetto estetico e supporta un contenuto di grande impatto letterario ed umano.

Le inquadrature angolari, l'alternanza di luci e ombre, i particolari dei personaggi, la loro presenza "scenica" e la prorompente vitalità coinvolgono il lettore proiettandolo nel turbinio emotivo di eventi e incontri dove Zazie gioca con il tempo che ha a disposizione. Più livelli di lettura sono possibilmente rintracciabili nell'opera di Raymond Queneau, reinterpretata magistralmente da  Clément Oubrerie tanto che i vari livelli vengono anch'essi riscoperti attraverso le illustrazioni del giovane fumettista. 

Riletto alcuni anni fa come preparazione ad un esame di letterature comparate con il prof. Giulio Iacoli (Università degli Studi di Parma), Zazie dans le métro (di cui vidi anche il film) mi appassionò  tanto da riprenderlo in mano più volte negli anni successivi. Dopotutto come dimenticare l'innocente  impertinenza di una ragazzina curiosa e smaniosa di vedere quello che per lei era il simbolo della città: il métro? Il fumetto di Clément Oubrerie mi ha riportato indietro di qualche anno e mi ha lasciato con un dolce ricordo tra le mani.

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