lunedì 7 novembre 2011

Pop Surrealismo Gotico nelle opere di Camille Rose Garcia

Nelle opere di Camille Rose Garcia il pop surrealismo abbraccia tematiche sociali come la violenza, il potere, la forza, ma anche fatti d'attualità come lo Tsunami che colpì l'Asia nel 2004. Quest'artista californiana racconta il mondo contemporaneo attraverso le sue tele dove simbolismo e onirico si fondono creando atmosfere fantastiche ed irreali. L'eccesso e l'abbondanza sono alcune delle caratteristiche preponderanti nell'arte di Camille Rose Garcia.

Ripercorrendo i suoi lavori, dagli esordi fino ad oggi, possiamo notare che l'influenza di artisti come Phillip K. Dick, William Burroughs, Henry Darger, oltre ai personaggi della Walt Disney hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione artistico-professionale (come ha ammesso lei stessa in più interviste e nel suo sito personale). Tuttavia Camille Rose Garcia ha rielaborato tutto ciò ed ha iniziato a fissare sulla tela il suo mondo a metà tra il fantastico e l'horror: il linguaggio fiabesco si tinge sia di colori tetri, come il nero e il grigio, sia di colori  primari, in particolare il rosso, creando in questo modo un senso di mancanza e soffocamento uniti al dolore e alla morte. 

I soggetti che si stagliano su queste atmosfere cupe sono tratti dai cartoni animati della Walt Disney, per i quali Camille Rose Garcia è stata sempre. Per questo le sue tele appaiono come storie fatate dove il senso di inquietudine e mancanza imprigiona i personaggi in una favola dai tratti dark. A questo proposito merita un accenno l'illustrazione di Alice in Wonderland presentata agli inizi del 2010, poco dopo l'uscita della rivisitazione di Tim Burton. In questo remake, Garcia ha dimostrato appieno le sue doti artistiche oltre ad un'innata e spettacolare capacità di narrare favole vestendole di gotico. Usando sia acrilici che acquerelli, Garcia ripercorre la favola di Lewis Carroll dandole un tocco nuovo, in accordo con il suo stile, con quel bisogno di indagare nell'inconscio, di dare libero sfogo alla creatività, ai sogni, al flusso di coscienza che contraddistingue ognuno di noi.

Ed è l'inconscio che torna anche in opere meno recenti come Subterranean Death Clash, presentato nel 2006 per la Jonathan Levine Gallery di New York. Un progetto che vede coinvolte tele animate da personaggi bizzarri e strani che vivono nel sottosuolo. Qui la sete di potere e la supremazia di pochi porterà ad una guerra sanguinaria e cruenta che rappresenterà lo scontro finale, epilogo di un mondo dove regnava il disordine, l'inquietudine e il senso di non appartenenza. 


Uno dei lavori che amo maggiormente (oltre ad Alice in Wonderland) è Ultraviolenceland del 2004.  Come Garcia ha fatto notare, il nome attinge al libro Arancia Meccanica e le atmosfere, così come le sensazioni che evocano tali opere, non sono molto differenti da alcune scene descritte, con dovizia di particolari, nel libro: la violenza dell'esercito, la distruzione che aleggia ovunque, fuori e dentro le mura di Ultraviolenceland, le principesse intrappolate in vestiti scuri, i loro volti che esprimono non solo sofferenza ma anche un senso di oppressione, soffocamento e infelicità. In un mondo in cui tutto è fuori controllo.

Camille Rose Garcia riesce a raccontare, attraverso una narrazione pittorica pop surrealista (che potrebbe rasentare anche il gothic-surrealism), il nostro mondo secondo il suo sguardo disilluso ma forte e sognante.

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