giovedì 22 settembre 2011

Da Mark Ryden a Rock’n’Dolls: il Pop surrealism in mostra a MondoPop a Roma

Just the girls di Mark Ryden

Mondi immaginari, onirici e visionari, che riportano però sfumature pittoriche classiche. Non si vuole dare una definizione di pop surrealism, sarebbe una velleità che non ci si può permettere, tanto è vasto la grammatica di quest'arte. 
Tuttavia non ci si può esimere dal sottolineare le origini di questa corrente che affondano le radici agli inizi del Novecento, quando le avanguardie, per opera di menti geniali e lungimiranti, hanno contribuito a dare lustro alla letteratura, alle scienze e all'arte nel senso più ampio del termine. Nel corso dei decenni le avanguardie hanno mutato espressione e forse, per alcune di loro, è cambiato anche il manifesto culturale che le ha rese celebri all’epoca. E’ quello che è accaduto al pop surrealism, corrente che ha iniziato a diffondersi alcuni decenni fa in California grazie alle opere di Mark Ryden, una delle menti più creative della scena artistica, conosciuto ormai in tutto il mondo.

Quella di Ryden è una pittura psichedelica, che lascia spazio all’immaginazione e che si nutre di quella visione onirica,  tanto cara al surrealismo del primo novecento, che scava nella profondità dell’inconscio “collettivo”. Ryden interpreta e riscrive la cultura che ci circonda, a partire da tutto ciò che è distorto, perverso e malizioso nel mondo adulto e che tende a contaminare, l'universo infantile. Ryden infatti ritrae delle bambine che sembrano voler sedurre l'osservatore, attraverso le loro movenze lascive e un poco impertinenti. Eppure dietro i loro sguardi supplichevoli, dietro quegli occhi grandi e sanguinanti, si celano delle bambine macchiate di sangue, gli sfondi infatti sono spesso macabri e rimandano, come si diceva poc'anzi, ad una realtà adulta che inquina il mondo dei più piccoli. 
Soggetti fiabeschi e tonalità pastello, che rivelano aspetti inquietanti della realtà sociale, una realtà, che, tuttavia, sembra non voler essere tale, sfocata dal flusso onirico e rimestata con aspetti noir della psiche umana. 

Difficile incasellare una forma d’arte, quale è il pop surrealism, che non vuole saperne di essere decifrata. Ma è proprio questa una delle sue peculiarità. Molti artisti hanno attinto dall’immaginario onirico e dalla profondità dell’inconscio che scaturiscono da questa forme d’arte, inaugurata e resa celebre da Ryden, oltre che dalla sua energia emotiva e propulsiva. Basti pensare ai personaggi di Tim Burton, resi speciali dall’originalità nell’unire le caratteristiche del pop surrealism con metodologie innovative nella rappresentazione degli stessi.

Un'opera di Camilla D'Errico
Ma si potrebbero anche citare nomi come Camilla D’Errico, artista italo-canadese che vive a Vancouver, nelle cui opere si intravedono accenni del surrealismo rydeniano, ma anche influenze dello stile giapponese, in particolare quello manga.
Si capisce quindi che il pop surrealism è una corrente, una forma d'arte, un'avanguardia che non conosce confini. Nata in America, ha attecchito poi in tutto il mondo, dall'Europa all'Asia. E a riprova di questo si possono citare le molte mostre di artisti surrealisti che vengono presentate anche in Italia, ad esempio la Galleria di arti ipercontemporanee di Roma, Mondo Bizzarro, ha presentato, tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, una mostra centrata sul pop surrelism e che è stata riproposta  a Perugia, alla Galleria Miomao.

La stagione pop surrealista italiana non si è conclusa agli inizi della primavera. MondoPOP International Gallery di Roma presenta, fino al 15 ottobre, artiste femminili appartenenti alla corrente del pop surrealism. La mostra prende il nome di "Rock’n’Dolls", ricordando, da un lato, il ritmo elettrico, incalzante, ma anche armonico del rock puro, dall'altro le bambole creepy, ovvero le dolls tratte dai B-movies ma rimaneggiate dall'immaginario delle artiste. 

2 commenti:

L'opera di Camilla d'Enrico mi sa che è leggermente ispirata.
A me ricorda la Desdemona di Michael Hussar, la copertina del libro V.M. 18 di Isabella Santacroce
http://www.collater.al/wp-content/uploads/2013/02/DADDYS-GIRL8x10-e1361638473966.jpg
http://antro-oscuro.real-vampires.blogfree.net/?t=4689230

Ciao, intanto grazie per il tuo commento. La commistione è una delle caratteristiche del pop surrealism. Difficile dire a chi si ispira un autore o da cosa trae ispirazione. Lo stesso Pedroni, in una sua intervista su questo blog diceva che lui inizialmente non sapeva di collocarsi in questa corrente artistica, in questo movimento. Lo ha capito solo dopo e quindi identificare degli artisti che lo hanno ispirato diventa difficile. Sicuramente delle similitudini nei tratti si possono trovare forse quello che contraddistingue un artista dall'altro sono i significati celati (a volte non troppo) dietro la tela.

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