venerdì 3 agosto 2018

#PoesieDalMondo. Reading letterari organizzati da @CasaLettori su Twitter

Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi,
io mirava colei ch'a questo core
primiera il varco ed innocente aprissi.

Leopardi, 
Il primo amore. Canti (Einaudi)



Lettura di Zambra. Storie di alberi e bonsai

Alla fine lei muore e lui resta solo, anche se in realtà era rimasto solo diversi anni prima della morte di lei, di Emilia. Supponiamo che lei si chiami o si chiamasse Emilia e che lui si chiami, si chiamasse e continui a chiamarsi Julio. Julio ed Emilia. Alla fine Emilia muore e Julio non muore. Il resto è letteratura.

Alejandro Zambra, 
Storie di alberi e bonsai



Alejandro Zambra. Storie di Alberi e Bonsai (Sellerio Editore)




giovedì 2 agosto 2018

Murakami Haruki, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Due cuori non possono essere uniti unicamente dall'armonia. Ma trovano, invece, un legame profondo attraverso le reciproche ferite. Dolore unito a dolore, fragilità a fragilità. Non esiste silenzio senza un pianto rotto, nessun perdono senza versare del sangue, o accettazione senza passare per una grave perdita. Ecco ciò che giace negli abissi della vera armonia. 


Murakami Haruki, 
L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio


martedì 31 luglio 2018

Leonardo, Giocondoclastia e Salvator Mundi Mania. Conferenza al Chiostro di Sant'Agostino - Pietrasanta

Leonardo, Giocondoclastia e Salvator Mundi Mania
Conferenza:  professor Pietro Marani
Chiostro di Sant'Agostino - Pietrasanta
Venerdì 3 Agosto, ore 21:00
Organizzatore: Futura Art Gallery



In occasione della mostra di Giuseppe Veneziano “Operette Immorali”, la Galleria Futura organizza l'evento collaterale, patrocinato dal Comune di Pietrasanta, “Leonardo, Giocondoclastia e Salvator Mundi Mania”, la conferenza tenuta dal professor Pietro Marani, il più grande esperto al mondo di Leonardo, si terrà presso il Chiostro di Sant'Agostino, venerdì 3 agosto, alle ore 21:00.

Pietro Marani è docente di Storia dell’arte moderna, Storia dell'arte contemporanea e Museologia nel Politecnico di Milano. Ha ottenuto nel 1994 “Armand Hammer Award for excellence in Leonardo Studies” dall’Università della California a Los Angeles. Tra i maggiori esperti internazionali di Leonardo, è stato chiamato in causa per confermare l'autenticità dell'opera più discussa degli ultimi tempi, il Leonardo perduto, “Salvator Mundi”.

L'opera che è stata venduta da Crhistie's, nel novembre del 2017 al costo di 450 milioni di dollari, inclusi i diritti d'asta, che si è aggiudicata il primato di opera d'arte più costosa della storia, acquistata da un privato. La figura di Leonardo ha dato vita a un vero e proprio fenomeno culturale, definendo un uso ma anche un abuso, che sono stati fatti della sua opera, dagli artisti e dai mass media, soprattutto nell'ultimo secolo, offrendo materiale di spunto non solo alle avanguardie del XX secolo, ma anche alimentando una cultura pop, che spazia dalle manifestazioni della creatività rivoluzionaria alle espressioni di un consumismo massificato.

Sono in molti a pensare che quella per Leonardo sia un’ossessione che sfocia nel feticismo. In oltre cinque secoli diversi artisti si sono dedicati alla rivisitazione storica della figura femminile della 'Gioconda', consacrata come dipinto più famoso al mondo. Da Salvator Dalì a Fernando Botero, da Marcel Duchamp a Andy Wharol, dando vita al termine giocondoclastia. Ed è in questo clima che si inserisce il parallelismo con la rivisitazione fatta da Giuseppe Veneziano della Gioconda: la sua 'BDSM’, dove ricontestualizzando la Gioconda in una veste profana ed erotica, la rende ambigua e dissacrante, velata dalla tipica ironia che caratterizza tutto il lavoro dell’artista.

Giuseppe Veneziano nasce a Mazzarino, in Sicilia nel 1971, si forma presso l’Università di Architettura di Palermo, durante gli studi universitari collabora con diverse testate come vignettista e illustratore. Dopo il trasferimento a Milano, negli anni ha sviluppato un linguaggio pittorico efficace, basato su una palette cromatica concisa e priva di sfumature, che metabolizza immagini della letteratura, del cinema, del fumetto, dell'illustrazione e soprattutto dalla storia dell'arte per osservare il nostro tempo con sguardo ironico e disincantato. Madonne, personaggi politici, protagonisti del mondo dell'arte, immortali icone della Disney e della Marvel sono i lemmi di un alfabeto visivo che funziona come un impietoso commentario su vizi e virtù del mondo contemporaneo.


giovedì 26 luglio 2018

Ray Caesar. Lost in a Fragile Myth. Ad Ottobre alla Dorothy Circus Gallery

Ray Caesar - Lost in a Fragile Myth 
Solo Show
Ottobre 2018
Dorothy Circus Gallery
Via dei Pettinari 76
00186 Rome, Italy


Quattro anni dopo il successo di 'The Trouble with Angels' Ray Caesar tornerà a Roma con l’inedita ed esclusiva 'Lost in a Fragile Myth' composta da nuovi capolavori in edizione unica, o in tiratura, accompagnati da rare edizioni ormai sold out da tempo.

L’abile Caesar, padrone di un prezioso immaginario dell’inconnue, sempre ricco di sorprese e dilatato su un linguaggio intimo, ci accompagna ancora una volta attraverso le camere della sua fantasia, percorrendo con noi stanze decorate da pungenti tormenti e sublimi ricordi che si cristallizzano in un tempo e luogo dell’Anima.

In questo nuovo viaggio l’essenza della più pura fantasia digitale si fonde tra mitologie e simbolismi contemporanei, di cui sono ancora una volta padroni femminilità e infanzia, temi ancestrali con cui l’artista si è da sempre identificato.

Lo sguardo di Caesar si apre sulla psiche, focalizzando immagini capaci di rappresentare le più controverse dinamiche umane attraverso un estetica indimenticabile.
Paesaggi immobili, atmosfere rarefatte e gioie evanescenti proseguono il racconto misterioso che lega l’un l’altra le creature di Caesar.

Con la nuova serie di opere 'Lost in A Fragile Myth' l’Artista conferma la sua interpretazione della fragilità come forza generatrice in cui sensualità e candore si mascherano con bianche chemise e raffinati tessuti sussurrando complici il loro dolce linguaggio segreto.




mercoledì 25 luglio 2018

GUSTAV KLIMT - Artist of the Century in mostra al Leopold Museum

GUSTAV KLIMT - Artist of the Century
Dal 22/06/2018 al 04/11/2018
Leopold Museum - Private Foundation
Museumsplatz 1
A 1070 Vienna (Austria)


In occasione del centenario della morte di Gustav Klimt, Il Leopold Museum dedica una mostra completa all' "artista del secolo" Gustav Klimt (1862-1918) durante l'anno commemorativo del Modernismo viennese del 2018.

La mostra ripercorre in modo impressionante la sua trasformazione artistica da un pittore che abbraccia il tardo storicismo fino a diventare il più eminente esponente della Secessione di Vienna.

Dalla Secessione Viennese, allo stile di Gründerzeit fino al viaggio in Italia, specificatamente a Ravenna, alla scoperta dell'arte bizantina: ecco che la mostra ripercorre il cambio di paradigma artistico e lo sviluppo di uno stile individuale che divennero evidenti a metà degli anni 1890, quando Klimt creò le prime bozze per gli scandalosi Faculty Paintings per la sala delle cerimonie dell'Università di Vienna. I secessionisti, che ruppero con tendenze conservatrici e spianarono la strada a Jugendstil, fecero di Klimt il loro primo presidente. Con il suo stile decorativo-ornamentale, Klimt divenne il loro rappresentante più importante nonché un ricercato ritrattista delle signore della borghesia viennese. Allo stesso tempo, Klimt è l'esponente delle rappresentazioni femminili altamente erotiche e sensuali. 

La mostra, curata da Hans-Peter Wipplinger in collaborazione con Sandra Tretter, comprende opere delle collezioni del Leopold Museum e della Leopold Private Collection, mostre della Klimt Foundation, nuove opere donate al Museo Leopold da un discendente di Klimt come prestito permanente, così come selezionati prestiti da collezioni austriache e internazionali.








In occasione del centenario della morte di Gustav Klimt, Il Leopold Museum dedica una mostra completa all' "artista del secolo" Gustav Klimt (1862-1918) durante l'anno commemorativo del Modernismo viennese del 2018.

La mostra ripercorre in modo impressionante la sua trasformazione artistica da un pittore che abbraccia il tardo storicismo fino a diventare il più eminente esponente della Secessione di Vienna.

Dalla Secessione Viennese, allo stile di Gründerzeit fino al viaggio in Italia, specificatamente a Ravenna alla scoperta dell'arte bizantina: ecco che la mostra ripercorre il cambio di paradigma artistico e lo sviluppo di uno stile individuale che divennero evidenti a metà degli anni 1890, quando Klimt creò le prime bozze per gli scandalosi Faculty Paintings per la sala delle cerimonie dell'Università di Vienna. I secessionisti, che ruppero con tendenze conservatrici e spianarono la strada a Jugendstil, fecero di Klimt il loro primo presidente. Con il suo stile decorativo-ornamentale, Klimt divenne il loro rappresentante più importante nonché un ricercato ritrattista delle signore della borghesia viennese. Allo stesso tempo, Klimt è l'esponente delle rappresentazioni femminili altamente erotiche e sensuali.

La mostra curata da Hans-Peter Wipplinger in collaborazione con Sandra Tretter comprende opere delle collezioni del Leopold Museum e della Leopold Private Collection, mostre della Klimt Foundation, nuove opere donate al Museo Leopold da un discendente di Klimt come prestito permanente, così come selezionati prestiti da collezioni austriache e internazionali.

Città della pianura. Cormac McCarthy

"Quando sei bambino hai tutte queste idee su come sarà il futuro, disse Billy. Poi cresci un po’, e cominci a ridimensionare le aspettative. Secondo me alla fine del processo ti riduci a cercare solo di soffrire il meno possibile". 

Cormac McCarthy 
Città della pianura


martedì 24 luglio 2018

Andrea Pazienza, Le straordinarie avventure di Pentothal. Fandango

Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa. 

Andrea Pazienza, 
Le straordinarie avventure di Pentothal



“Quando si entra nelle Straordinarie avventure di Pentothal troviamo Andrea Pazienza che sogna. Con una frequenza che ne è anche la caratteristica principale, le vicende cascano dalla cima delle sue tavole sul suo corpo sdraiato, piene di momenti drammatici, allucinati, che appaiono per il tratto così immaginoso del disegno fantastici e fuori dal mondo ed erano al contrario l’ordinario disastro della vita universitaria bolognese negli anni Settanta. Agguati fascisti, spacciatori, camionette della polizia.

Un mondo adulto feroce, che non esitava a colludere con qualunque potenza straniera, organizzazione segreta, fatta di P2, Gladio e Stay behind e di comunisti altrettanto complottardi che finirono con lo scontrarsi anche fisicamente con il movimento del ’77 in Piazza Maggiore dopo l’11 marzo o quando rifiutarono di farsi predicare davanti all’università da Luciano Lama. A questo mondo adulto era profondamente estranea la parte più vivace dei giovani di quegli anni, da Tondelli, Piersanti, Freak Antoni e la Traumfabrik, il nucleo di dissidenti da cui sarebbe nato in modo drammatico quel filo piuttosto esile di discorso per cui si può parlare di letteratura, cinema, società negli anni successivi.

A chi passerà la vita a negoziare, raggranellare due lire o cercare di farsi spazio magari con qualche concorso truccato o una raccomandazione non ci sono letture da consigliare. Se mai, si può consigliare di non leggere nulla, non vivere e non amare e contentarsi delle lusinghe dei deboli, non dell’amicizia dei migliori. Difficile mostrargli anche le tavole di Pentothal. Bisogna, per capire questo mondo, vedere un mondo abitato da Dei, la morte a fianco alla vita e non come qualcosa di inguardabile, e ricordare per Andrea Pazienza i versi di Menandro: muore giovane chi agli dei è caro.”

Enrico Palandri, 
Prefazione all'edizione Fandango

Non saprei immaginare come si possa amare di più. Oceano Mare, Baricco

Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, ed ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perchè, il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che la vita poi non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. M a non ho cercato di fermarmi, nè, di fermarti. Sapevo che l’avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E’ scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.

A.Baricco. Oceano Mare