venerdì 23 febbraio 2018

Rebecca Louise Law: flowers, love and art

Guidato dal tuo odore verso climi
affascinanti, vedo un porto fitto
d'alberi e vele ancora affaticate
dal fluttuare dei marosi

Charles Baudelaire
Le opere sono dell'artista Rebecca Louise Law










giovedì 22 febbraio 2018

Allora & Calzadilla. BLACKOUT in mostra al MAXXI

BLACKOUT - Allora & Calzadilla. 
Maxxi Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
16 Febbraio - 30 Maggio 2018
Via Guido Reni 4A 00196 Roma


Blackout indaga la drammatica situazione in cui versa Porto Rico e allarga gli orizzonti per una riflessione a tutto tondo sul rapporto uomo-natura nell'attuale situazione socio-politica del mondo globalizzato. Uno storytelling che racchiude le possibilità espressive dell'Arte nel contesto attuale. 



Le opere provocatorie di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, duo artistico tra i più innovativi nel contesto dell’arte contemporanea internazionale, compongono la mostra BLACKOUT a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli presso lo spazio della Galleria 5 al terzo piano del Maxxi.
La connessione tra percorso espositivo, opere e museo è tanto forte quanto la collisione tra lo spettatore e le opere: dalla pompa di benzina abbandonata che sembra essersi trasformata in pietra (metafora dello sfruttamento e della distruzione dell'ambiente per mano dell'uomo) e quindi sembra essere "ritornata" allo stadio embionale ai frammenti di pannelli solari realizzati in silicone policristallino, assemblati secondo uno schema di forme geometriche, una composizione che, con il suo ritmo e le sue pause, segna il confine tra il significato e la sua mancanza, alludendo contemporaneamente alla storia dell'arte modernista, alla realtà del problema ambientale e alla crisi energetica del mondo contemporaneo. Il pannello fotovoltaico, simbolo del progresso ambientale, decostruito su una tela, diventa un elemento metaforico, una allusione alle scorie che lascia dietro di sé il progresso.




Il percorso continua con l’opera Blackout (2017), da cui prende il titolo la mostra, scultura realizzata con i resti del trasformatore elettrico esploso nel 2016 causando un blackout a Portorico. Frammenti di ceramica, bobine di trasformatori, rame caricato elettricamente sono assemblati come a creare una sorta di mostruosa centrale elettrica, che produce un ronzio costante. Completa il lavoro la composizione sonora mains hum (2017), realizzata dal musicista americano David Lang, alla terza collaborazione con il duo artistico, che cita una riflessione di Benjamin Franklin sull'energia elettrica: 
"…how many pretty systems do we build, which we soon find ourselves oblig’d to destroy! If there is no other Use discover’d of Electricity, this, however, is something considerable, that it may help to make a vain Man humble."
Questa performance vocale è stata eseguita dal vivo in occasione dell'inaugurazione della mostra e per tutta la sua durata secondo un calendario ad hoc, è pensata in collaborazione con gli artisti come parte fondamentale della scultura ed è eseguita dal gruppo vocale romano Voxnova Italia, alla sua seconda collaborazione con Allora & Calzadilla (la prima fu alla Biennale di Venezia del 2015).


L’esposizione comprende anche alcuni video tra cui The Night We Became People Again (2017) ambientato nell’area di Guayanilla-Peñuelas sulla costa sud-occidentale di Porto Rico: la narrazione di un mito indigeno si intreccia alla storia di un impianto petrolchimico abbandonato e a quella di una piantagione di canna da zucchero secondo le parole dello scrittore portoricano marxista José
Luis González con il racconto La noche que volvimos a ser gente.


La ricerca di energie alternative per gli artisti è un impegno reale che si traduce concretamente coniugando la dimensione economica, ideologica ed estetica: per la mostra, infatti, gli artisti hanno previsto anche un sistema a energia solare che garantisce l’alimentazione delle tecnologie e l’illuminazione delle opere esposte.


Nelle loro opere, gli artisti creano una stratificazione di significati e connessioni, situazioni ibride, capaci di creare immagini che racchiudono la complessità della realtà.
Con un approccio critico e visionario, che supera i limiti tra le diverse categorie di pensiero, artistiche, sociali e filosofiche, il duo artistico rilegge il presente offrendo punti di vista sempre nuovi.


BLACKOUT conferma la vocazione di Allora & Calzadilla alla riflessione su eventi e circostanze legate all'attualità storico-politica; in questa mostra il tema che si impone in modo quasi naturale è quello dell’energia in relazione al capitalismo, al potere e all'attualità politica in particolare di Portorico, luogo in cui gli artisti vivono e lavorano.


BLACKOUT fa parte di una serie di progetti del MAXXI incentrati sulla creazione artistica come impegno per il cambiamento del mondo, una linea espositiva che ha presentato temi legati all'economia globalizzata, alla circolazione delle merci, allo spostamento di persone, ai movimenti delle idee, ai rapporti di lotta tra l’interesse pubblico e quello del capitale come in Utopia for sale, Please Come Back o Nature Forever Piero Gilardi.

Pensiero critico, industry 4.0 e critica letteraria

E' uscito il nostro nuovo articolo sul quotidiano Wall Street International Magazine. Oggi parliamo di sviluppo del pensiero critico: Il pensiero critico nell’era dell’industry 4.0 Quali conseguenze per l’informazione e la critica letteraria online?



Continua la lettura: https://wsimag.com/it/scienza-e-tecnologia/36289-il-pensiero-critico-nellera-dellindustry-4-dot-0

mercoledì 21 febbraio 2018

Street Art of the Week

Appuntamento settimanale con la migliore street art da tutto il mondo. Un tuffo nella bellezza.

"Le cose non sono mai permanenti. Non si deve mai stare al centro. È molto meglio stare di lato perché si vedono meglio le cose" 
Yoko Ono


















Quando è Fanpage a fare le inchieste

Partiamo da qui.
Bloody Money è l'inchiesta condotta dal quotidiano online Fanpage che fa luce sul traffico illecito di rifiuti e il suo intreccio con la politica. Un tema caldo, affrontato, negli anni, da numerose testate giornalistiche, dibattuto nei programmi televisivi e ripreso anche da recenti film e serie tv.
L'inchiesta di Fanpage si inserisce in questo panorama giornalistico ma fa qualcosa in più. Racconta, approfondisce ma soprattutto mette una telecamera nascosta addosso a un ex boss. Il resto è storia del giornalismo italiano, un'inchiesta dettagliata che invitiamo alla lettura estesa direttamente alla pagina del quotidiano dove è possibile risalire a tutte le "puntate" di Bloody Money e anche al pregresso (si parte infatti da agosto 2017).


Cosa succede dopo?
Da un punto di vista politico è bufera, divisioni di partito e (pseudo) ammissioni di colpe, dichiarazioni di distanza e... vediamo nei prossimi giorni cosa altro accadrà.
Tuttavia, tra gli indagati di questa inchiesta vi sono anche Francesco Piccinini, direttore di Fanpage, e Sacha Biazzo, videoreporter e autore dell’inchiesta i quali, all'agenzia stampa Adnkronos dichiarano quanto di seguito:
"Abbiamo messo una telecamera addosso a un ex boss dei rifiuti mandandolo in giro per l’Italia a incontrare industriali e politici per prendere accordi in cambio di tangenti. Noi abbiamo fatto questo nell'ambito di un’inchiesta giornalistica. È chiaro che non abbiamo smaltito rifiuti né preso soldi".
E ancora:
"Tutto questo è assurdo, abbiamo messo a repentaglio la nostra incolumità per questa inchiesta e ora ci ritroviamo indagati".

L'inchiesta di Fanpage è giornalismo? 


Il lavoro giornalistico di Fanpage ha portato all'apertura di un'inchiesta da parte della procura e all'intervento della magistratura. Credo che possa bastare questo come risposta alla domanda. Ma forse non è ancora sufficiente. Quindi facciamo parlare i numeri riportando il tweet di ieri di Marco Valerio Lo Prete:

Un'osservazione acuta arriva anche da Giulio Cavalli che in un suo recente articolo scrive:
La Procura apre un'inchiesta giudiziaria sull'inchiesta giornalistica. Anzi, a ben vedere la Procura "brucia" l'inchiesta giornalistica facendo uscire i nomi prima che Fanpage rendesse pubblico il proprio lavoro. Ma questo ci sta, per carità, se i magistrati hanno ritenuto necessario intervenire d’urgenza. Però c’è un però: la Procura non aveva idea di cosa stesse succedendo nel ciclo dei rifiuti in Campania ma è stata informata dal direttore di Fanpage, Francesco Piccinini, che ha deciso già da tempo di informare la Procura. È un dato importante: se sentite dire in giro che "i giornalisti hanno rovinato le indagini" sappiate che senza i giornalisti quelle indagini non esisterebbero nemmeno, per dire.
L'inchiesta di Fanpage è giornalismo di alta qualità, giornalismo che non guarda alle logiche degli algoritmi, che verifica le fonti e che si tiene distante da metriche sociali e politiche. Come afferma Lorenzo Mosciatti:
Uno degli aspetti interessanti di questa vicenda è proprio il fatto che a fare informazione “scomoda” questa volta non sia uno dei più blasonati quotidiani cartacei del paese, ma una testata nata sul web e divenuta famosa anche per la sua capacità di diventare la più letta sul social network per eccellenza, Facebook.

Il contenuto e non il contenitore

Non è meglio guardare al contenuto e non al contenitore? Non è forse vero che "la notizia è quella cosa che qualcuno, da qualche parte, non vuole sia pubblicata. Tutto il resto è pubblicità"? Come si ha voluto ricordare Salvatore Dimaggio:



Per concludere. Horacio Verbitsky affermava che il giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.

Adrian Macho: Seaside Spirit illustration

Adrian Macho è un grafico e illustratore poco più che trentenne, la penna creativa del marchio Seaside Spirit. Originario di una cittadina slovacca, Mocav (che significa villaggio degli orsi), Macho ha ben presto trasformato la sua passione in un lavoro.


Attraverso le sue illustrazioni, Adrian Macho vuole comunicare la bellezza al di là di ogni stereotipo. Si parla di bellezza dell'anima,  della mente e del cuore. I suoi "marinai" sono lontani da qualsiasi cliché patinato, da yacht bianchi e vestiti a strisce blu. I suoi personaggi sono piacevoli, umoristici e a tratti malinconici. Hanno un sapore vintage e sono circondati da un'atmosfera malinconica ma pur sempre positiva. I personaggi hanno uno sguardo rassicurante, mite e sognatore. Possono definirsi dei personaggi delle fiabe per adulti.   







martedì 20 febbraio 2018

Snezhana Soosh: Father/Daughter illustrator

Si chiama Snezhana Soosh ed è l'artista ucraina diventata celebre per le sue illustrazioni sul rapporto magico e coinvolgente tra un padre e la propria figlia. 
Momenti quotidiani raccontati con poesia. Ogni immagine è un avvolgente abbraccio nel rapporto tra padre e figlia. Un rapporto che, come l'artista ha più volte confermato, non è riuscita ad avere quando era piccola e che, invece, ora rivive tra suo figlio e il marito. Attraverso loro due, Soosh ha proiettato il rapporto che avrebbe tanto voluto avere con il padre.