lunedì 25 marzo 2019

Come i treni a vapore: quando la musica diventa poesia


Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perché voglio sognare
E nel sogno stringo i pugni tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
Altre notti sono vele piegate a navigare
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
Viaggiatori viaggianti da salvare
Delle città importanti mi ricordo Milano
Livida e sprofondata per sua stessa mano

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
Di stazione in stazione
E di porta in porta
E di pioggia in pioggia
E di dolore in dolore
Il dolore passerà
Come i treni a vapore come i treni a vapore
Il dolore passerà

Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perché so sognare
E mi sogno i tamburi della banda che passa o che dovrà passare
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
I ragazzi della scuola che partono già domani
Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
O qualche altra primavera da aspettare ancora
Fra un bicchiere di neve e un caffè come si deve

Quest'inverno passerà
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome
Come i treni a vapore come i treni a vapore
Di stazione in stazione
E di porta in porta
E di pioggia in pioggia
Di dolore in dolore
Il dolore passerà



Pino Daniele, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron cantano "I treni a vapore",
scritto da Ivano Fossati. Dall'album del 2002 "In Tour"

mercoledì 20 marzo 2019

Book And Bed Tokyo. Dormire tra i libri, un sogno che diventa realtà

Book And Bed è l'hotel letterario sito in Tokyo dove si può alloggiare e dormire tra i libri. Un sogno per molti bookblogger e booklover che finalmente diventa realtà. Quello che viene offerto è una vera e propria esperienza immersiva nei libri e nella la lettura.
Un vero e proprio paradiso per i lettori di tutto il mondo che possono scegliere i loro "alloggi" temporanei tra cinquantacinque (tra la tipologia librerie e la tipologia bunk, adatte a tutte le tasche) circondati da quasi 5000 libri, anche in lingua inglese.








Info e prenotazioni

http://bookandbedtokyo.com/en/tokyo




Il Silenzio dei Sogni

In un atteggiamento di silenzio 
l’anima trova il percorso in una luce più chiara, 
e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve 
in un cristallo di chiarezza.

Gandhi

Foto info: Thomas Jorion, thomasjorion.com, "Sognare, Switzerland" (2016) 

domenica 10 marzo 2019

La profondità dei tradimenti nell'ultimo libro di Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi)

Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli? E se quella rinuncia rappresentasse il tradimento della nostra indole più profonda?

Leggi l'estratto e scopri di più sul sito di Einaudi

Sono gli interrogativi che ci pone il libro di Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi) tra i nominati al Premio Strega (e a mio modesto parere, papabile finalista insieme a Durastanti, Terranova, Tommasini e Cavalli).
Alla fluidità della storia, che si dipana tra Milano e Rimini, si accosta una struttura narrativa caratterizzata da un forte impatto emotivo che crea, nel lettore, un effetto di immersione e coinvolgimento. La narrazione procede per immagini, ricordi, rievocazioni: la dilatazione del tempo non rallenta il ritmo della storia.
Un matrimonio, quello tra Carlo e Margherita, che risente di una mancanza. Entrambi sono alla ricerca di qualcosa che possa riempire un vuoto interiore, una frustrazione, un'insoddisfazione. L'uno si nasconde nella giovinezza di una sua studentessa, l'altra nella bellezza imperfetta e nel carattere scostante del suo fisioterapista. Inconsapevoli di quello che sta accadendo e delle ripercussioni che potrebbe avere sul loro rapporto, Carlo e Margherita si rifugiano in momenti di piacere occasionale che non risolvono il tumulto interno ma accrescono gli interrogativi.
Carlo è il personaggio più combattuto, il maschio che si sente talvolta impotente, incapace di ascoltarsi e quindi di capire cosa realmente vorrebbe portare a termine.
La dilatazione del tempo. Nella seconda parte del libro compare il figlio di Carlo e Margherita, la loro casa comprata con l'inganno, l'incidente sulle scale di casa che comprometterà la salute della madre di Margherita: la vita si srotola nel suo inesorabile divenire.
A distanza di anni quali sono i tradimenti che realmente dobbiamo temere? Sono quelli che infliggiamo all'Altro o quelli verso noi stessi?

venerdì 8 marzo 2019

Non fiori ma libri: Giornata Internazionale della Donna

Non tutte le donne sognano di riempire una scarpiera.

Franca Ingaldi


martedì 26 febbraio 2019

E come il vento di Davide Rondoni edito da Fazi

Le parole ci inchiodano alle nostre responsabilità. E' per questo motivo che, talvolta, si commette l'errore di pensare che basta non chiamare le cose con il proprio nome per annullarle. Il processo di annullamento di una cosa presuppone, tuttavia, l'esistenza di quella cosa.
Se annullo, se tento di cancellare qualcosa significa che quella determinata cosa è esistita.
La scrittura ci viene in aiuto. Ferma, sulla carta, le parole cristallizzandole e offrendole all'Altro, a colui che saprà accoglierle, trascenderle e trasfigurarle.
Davide Rondoni deposita nelle nostre mani un lungo racconto, E come il vento edito da Fazi, un viaggio nell'Infinito leopardiano che diventa, pagina dopo pagina, l'Infinito del poeta Rondoni, l'Infinito dell'uomo Rondoni e il nostro personale Infinito.

Clicca e scopri di più sul sito di Fazi 


E' una responsabilità parlare di Infinito. E' una responsabilità parlarne nei termini in cui lo ha fatto Rondoni. Nessuna asserzione dal sapore accademico, nessuna dissertazione filosofica. Rondoni è di fronte a noi e legge la poesia-magnete di Leopardi. La poesia non cambia nulla nel mondo, apparentemente. Se non la materia più dura e difficile: la nostra vita. 

Cosa spinge l’uomo, da sempre e ovunque, a interrogarsi sull’infinito? Leopardi scrive: «dove trova piacere l’anima aborre che sia finito». L’anima aborre... Il punto da cui sorge il problema, come Leopardi indica, è la vita, l’esperienza.

L'Infinito esiste e Rondoni lo colloca in un luogo che chiamerà, per tutto il libro,“non altrove dalla poesia”. In questo senso Rondoni prende per mano il lettore lo accompagna nell'altrove dalla poesia, in questo luogo caro a Leopardi ma anche a Baudelaire, Rimbaud, Keats, Campana, Corso, Luzi, Loi e, come ricorda Rondoni, a tanti di noi che, grandi o minimi poeti, andiamo quasi irrefrenabili. E penso a quelli che hanno vissuto l’immobilità forzata, come Pierluigi Cappello o il fortissimo Joë Bousquet, che in epistolari o lunghe telefonate facevano la loro passeggiata. 

...succedono un sacco di cose nel corpo e nel senso di questa poesia. Rondoni ce le mostra, si interroga su ciò che si cela nell'animo del giovane Leopardi. Lui, il genio schivo, potrebbe essere Iena che, dal braccio 6 del carcere di San Vittore, afferma «entrare in carcere apre grandi orizzonti».

L’infinito è in agguato anche laddove lo spazio si fa minimo e la siepe quasi ti serra la bocca, toglie la luce.

L'incontro con l'Infinito leopardiano attraverso le parole di Rondoni prosegue nell'infanzia del poeta di Forlì, in quella Romagna velata da nostalgia attraverso lucidi ma lontani ricordi (il suo dolce naufragio d'infanzia), prosegue nei corridoi dell'università, nelle osterie a bere vino e a parlare con amici di poesia, di parole e di letteratura. L'incontro con l'Infinito leopardiano raccontato da Rondoni prosegue nelle le letture ai ragazzi delle scuole e delle università.

Rondoni insegnante, poeta, filosofo che accoglie la poetica leopardiana e la con-prende. Non cerca di analizzarla, cerca di accoglierla. Si addentra nella sua atmosfera, tra le pieghe delle varie correzioni, scava fin dove ha scavato Leopardi ma ogni volta è una scoperta nuova. Una nuova epifania. Non si conosce mai abbastanza di questa poesia. E forse in questo che risiede l'infinita bellezza?
Quanto gli è costato L’infinito? Quanto è costata questa felicità di scrittura? Lo penso spesso passando le dita su quelle parole prodigiosamente composte... 
Diceva: conosco una “specie di felicità” nell’esperienza dello scrivere. Dev’essere la strana felicità del minatore che, tutto lordo e lacero e in crisi di ossigeno, prova a riemergere alla luce «Il poeta è un minatore», dirà anni più tardi un poeta leopardiano nella verticalità della scrittura, Giorgio Caproni.

Il lungo racconto di Rondoni ci culla tra i rimandi biblici insiti nella poetica di Leopardi e le immagini reali (o surreali) che si celano (più o meno argutamente) tra un verso e l'altro.

Il quel naufragio vedo uno sforzo: il tentativo di fermare un ricordo di renderlo parte integrante di un presente che coincide con il proprio Essere, con la propria persona, con quell'intricata matassa di esperienze, incontri, parole, letture, scritture che hanno dato forma alla persona che siamo ora, in questo momento. E' un naufragio dolce che, per quanto devastante possa apparire, vuole offrire un barlume di speranza.



Nota a margine (ma di grande importanza):

Per i duecento anni dalla scrittura di questa poesia, anche su input di un manipolo di folli radunati da me, come i ragazzi e i professori del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna, gli amici della Fondazione Claudi, e poi poeti e professori sparsi in mezzo mondo, è partita una specie di libera festa per questa poesia, “festa” libera e un po’ anarchica (siamo partiti prima e senza troppi timbri di Centri Studi Leopardiani, Accademie ecc.) che si sta svolgendo in Italia e fuori con mille iniziative diverse, da “corti” prodotti dalla RAI a conferenze e letture, musica, danza, teatro, opere d’arte ecc. Se ne trova notizia sul web. Ovunque questa poesia è amata, mormorata, interpretata. Giovani e meno giovani se ne sono riappropriati, ci hanno messo gli occhi. Il cuore.

domenica 24 febbraio 2019

Massimo Recalcati, A libro aperto. Una vita è i suoi libri. Feltrinelli

La scrittura come momento catartico, momento di incontro tra l'io interiore e le sue letture. Mi approprio, in questo modo, di alcune affermazioni che caratterizzano una parte dell'ultimo libro di Massimo Recalcati, A libro aperto (edito da Feltrinelli).
Libri nel libro: tra le pagine scritte da Recalcati si trovano gli scritti di Freud, Lacan, Heidegger, Sartre, Flaubert. Il vissuto dell'autore si intreccia con la vita e gli studi di questi scrittori. Le letture dei loro libri diventano parte integrante della vita di Recalcati. Ed ecco, quindi, che l'autore apre le porte della sua lalangue partendo proprio dall'incontro con i libri che meglio hanno forgiato la sua persona e che lo hanno fatto diventare l'uomo che oggi è.

Pagina dopo pagina, leggendo A libro aperto si ha come l'impressione di iniziare un percorso che conduce nell'intimità della vita di Recalcati, toccando angoli remoti della sua memoria.
Memoria, lingua, libro, incontro, Io, Es, lalangue... sono tutte parole che hanno una valenza simbolica e specifica al tempo stesso per Recalcati.


Durante questo percorso il lettore non è spettatore passivo ma partecipa al dolore di Recalcati, partecipa alle sue mortificazioni infantili. Il lettore sente le emozioni dell'autore e durante questa vicinanza si sviluppa una forte relazione tra lettore e scrittore.


A libro aperto è molto più di un racconto intimo dell'autore attraverso i libri letti durante la sua vita. Si tratta di un lungo racconto (terapeutico) che apre una breccia nell'immaginario di ogni lettore ponendolo di fronte a domande sulla propria esistenza, sul significato dell'Io e dell' Es, sul proprio passato e sulla memoria che ne conserviamo attraverso parole, suoni e lettere. E' un'indagine su se stessi, una ricerca che Recalcati ha disvelato attraverso la stesura di questo libro offrendoci una chiave di lettura, una prospettiva differente, un nuovo punto da cui partire per proseguire la nostra, personale, indagine quotidiana.



venerdì 22 febbraio 2019

The Little Boy and the Glowing Globe. Alessia Iannetti, Dorothy Circus Gallery London

The Little Boy and the Glowing Globe
Alessia Iannetti, 
Dorothy Circus Gallery 
35 Connaught Street, London W22AZ, UK
Fino al 28/02/2019
www.dorothycircusgallery.uk


E' in corso alla Dorothy Circus Gallery di Londra la mostra dedicata all’artista italiana di fama internazionale Alessia Iannetti, intitolata “The Little Boy and the Glowing Globe”. Per questa occasione Iannetti presenta dodici miniature realizzate con grafite e acquerelli su carta, che rappresentano le illustrazioni della favola “The Little Boy and the Glowing Globe” scritta dalla musicista svedese Anna Von Hausswolff e da sua sorella, la regista Maria Von Hausswolff. 

Alessia Iannetti ha creato 12 illustrazioni per questa favola surreale, creando un legame tra le parole delle scrittrici e il linguaggio evocativo della sua arte. Tra queste miniature, spiccano due opere in particolare: The Weep e The Glowing Light. Queste ci mostrano alcuni frammenti cruciali della storia narrata: le lacrime di sofferenza di un bambino dall’anima intrappolata e la sua successiva rinascita attraverso la luce della speranza.

The Glowing Light, in particolare, è l' illustrazione che chiude la serie di disegni. Questa rappresenta il momento finale della storia, in cui il personaggio principale diventa finalmente libero di vagare per il mondo grazie alla luce che ha trovato dentro di se. La storia di “The Little Boy and the Glowing Globe” racconta di un’intera esistenza vissuta nel buio di una stanza. Questa storia rimane sospesa in un luogo remoto e in questa oscurità non c’è nulla che possa svelarla. Personaggi misteriosi e poco definiti albergano nelle stanze e nei paesaggi della favola, che resta tuttavia ambigua e sospesa in una dimensione mistica. La rivelazione accade quando il protagonista si muta in spirito; inizia da qui la sua eterna ricerca della luce. Una sfilata notturna ed una triste melodia guideranno la salvifica scintilla dell’infante attraverso oggetti brillanti che spezzano l’oscurità e ci introducono ad una rivelazione: un passaggio silenzioso da materia a spirito, attraverso la paura e fino alla quiete.

Questa storia fa parte del progetto editoriale a scopo benefico Stories for Ways & Means, edito da Waxploitation Records e illustrato da Alessia Iannetti. Il progetto è dedicato ai bambini delle zone del mondo colpite dalla guerra ed è stato assemblato nel corso di dieci anni da Jeff Antebi, fondatore dell'etichetta discografica Californiana Waxploitation Records.

Quest'opera colossale, che unisce musica, arte figurativa e letteratura si è concretizzata sotto forma di libro di favole da oltre 350 pagine, corredato da contenuti multimediali, e ha visto intervenire in qualità di autori star della musica Rock come : Nick Cave, Tom Waits, Justin Vernon (Bon Iver), Kathleen Hanna (Bikini Kill, Le Tigre), il frontman dei Pixies Frank Black, Laura Marling, Devendra Banhart, Alec Empire, Alison Mosshart (Kills, Dead Weather), Eugene Hutz (Gogol Bordello), Gary Numan e molti altri. I proventi delle vendite del libro saranno devoluti a Room to Read, 826 National, Pencils Of Promise e WAR Child, organizzazioni letterarie che si occupano dell'alfabetizzazione dei bambini nel mondo.

"The Little Boy and the Glowing Globe” crea uno scenario sublime ed onirico al di là dello spazio e del tempo, che solo le analoghe atmosfere di Alessia Iannetti potevano concretizzare visivamente. L’artista dichiara a proposito di questo progetto: “Quando ho letto ‘The Little Boy and the Glowing Globe’ delle sorelle Von Hausswolff ho capito immediatamente che sarebbe stata la storia perfetta per me. Leggendo tra le righe della favola riuscivo a cogliere ogni dettaglio più oscuro e sfuggente, percepivo un’atmosfera familiare, onirica e misteriosa che in qualche modo faceva parte di me, e che mi accompagnava lentamente attraverso la storia. La favola del bambino fantasma e i suoi scenari sconosciuti riflettevano le dimensioni intime dei miei dipinti, tanto da sembrare essere stata scritta per me e per quel momento della mia vita.”





martedì 12 febbraio 2019

Le nostre anime

Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa.

Emily Brontë


domenica 10 febbraio 2019

About Love

Basta a te stesso finché ce la fai, poi affidati a chi meriti, 
meglio a qualcuno che ti meriti.


José Saramago, La zattera di pietra