domenica 4 marzo 2018

StraVolti, Marion Peck Solo Show alla Dorothy Circus Gallery

StraVolti, Marion Peck - Solo Show
Dorothy Circus Gallery
21 Aprile 2018 – 28 Maggio 2018
Via dei Pettinari 76 - 00186 Roma


Dopo il successo di "Pages From Mind Travellers Diaries" presso la DCG di Londra, che includeva tre capolavori dell’oeuvre di Marion Peck, l’artista, che ama rinnovare la propria ricerca, apre StraVolti, la nuova mostra alla DCG di Roma, con nuove stanze della sua mente, segnando un'inedita tappa della sua carriera artistica.


Celebrata a livello mondiale come una delle artiste rappresentanti del pop surrealismo internazionale, Marion Peck è l'artista per eccellenza capace di trascendere la realtà, sognarla, reinterpretarla, ridisegnarla. Racconta un'epoca differente, trasversale, multiforme. Guarda alla mitologia moderna, alla fantasia, alla profonda alchimia tra immaginazione e arte.

Influenzata dall’arte di Picasso, dalla sperimentazione cubista e dall’interpretazione dei piani prospettici attraverso l’arte moderna, Marion Peck crea una serie di ritratti in cui padroneggia una già acclamata tecnica pittorica classica affiancata alla modernità e al contemporaneo. Personaggi di diverse età, provenienti da epoche diverse, vengono rappresentati su uno sfondo neutrale, senza alcuna indicazione delle loro identità sociali e del loro passato. I soggetti dipinti sembrano infatti emergere dai quadri in uno spazio atemporale, misterioso e affascinante.

Le figure risiedono al confine tra passato e presente, che dissolve una concezione tipicamente hegeliana di storia come progresso, per rimpiazzarla con una concezione del tempo (e della cultura) non lineare. Ogni ritratto è eseguito alla perfezione in maniera rinascimentale e l’abbigliamento dei protagonisti stessi fa diretto riferimento ad epoche passate che, in qualche modo, rivivono nei lavori di Peck. Ma questi dipinti non sono relegati nel passato. Al contrario, sono profondamente pervasi da importanti tempi contemporanei e teorie psicologiche fondamentali. Come si può già notare dai riferimenti all’arte di Picasso, così come ai ritratti distorti di Francis Bacon, Marion Peck analizza sobriamente la psicologia dei suoi personaggi, inducendo quindi gli spettatori a fare lo stesso.


Ancora più importante è il commento che l’artista propone, tramite l’estetica dei suoi quadri, sulla definizione di bellezza, soprattutto considerando il nostro presente storico. In un mondo dove l’apparenza fisica è così essenziale per chiunque nel mondo, un mondo in cui esiste un desiderio costante di mettere in mostra il proprio ritratto ogni giorno, spesso facendo finta di essere come non si è, in una esasperata tendenza all'embellishment, i ritratti di Marion Peck dimostrano quanto la stranezza e la particolarità possano in realtà manifestarsi tra le forme più pure di bellezza. 

Nel dipingere forme strane e distorte, l’artista riesce a mettere in luce l’eleganza e la perfezione di corpi apparentemente imperfetti, che impariamo ad osservare da molteplici punti di vista.


Marion Peck è nata a Manila, nelle Filippine nel 1963. Cresciuta a Seattle, Washington, attualmente vive a Portland con suo marito Mark Ryden, re indiscusso del movimento Pop Surrealista, che Marion sposa nel 2009 fra gli alberi della foresta pluviale del Nord-Ovest del Pacifico.
Nel 1985 Marion decise di iscriversi alla Rhode Island School of Design, dove ricevette la laurea in belle arti. Successivamente, frequentò due differenti indirizzi di Master d’Arte, uno alla “Syracuse University” di New York e l’altro alla “Temple University” di Roma. Durante il suo periodo in Italia ha avuto la possibilità di apprezzare l’arte classica romana oltre ai tipici paesaggi, il cibo e l’atmosfera del paese. Questo è stato un momento chiave nella sua carriera artistica poiché, proprio in Italia, Peck matura le sue alte aspirazioni da pittrice, ovvero raggiungere il livello magistrale di tecnica e abilità dei grandi maestri italiani del sedicesimo e diciassettesimo secolo.
Marion dopo questa esperienza traspone infatti tutte le competenze e gli insegnamenti appresi dai grandi maestri in un nuovo e più contemporaneo stile, e trova ciò che lei definisce una combinazione tra Pop Art e Surrealismo.
Peck è conosciuta per i suoi incredibili lavori nel campo contemporaneo dell’arte figurativa chiamata Pop Surrealismo, e ha esibito le sue opere in tutto il mondo.
Le sue composizioni sono fiabesche e lo stile usato è facilmente distinguibile: Peck si focalizza su uno specifico senso dell’umorismo che varia dal gioioso al sarcastico mentre ritrae soggetti inusuali, quasi come se fossero visioni oniriche.
La provocazione è la parola chiave nelle composizioni di Peck, che solitamente rappresentano la posizione ufficiale dell’artista riguardo a problemi politici e culturali e icone sociali contemporanei. Quest’ultime sono trasformate in parodie surreali, immagini ironiche che deformano la realtà e la tramutano in una farsa. Le opere d’arte di Peck posseggono molti elementi distinti, come la componente narrativa, che ricorda le pitture rinascimentali italiane che la circondavano durante il periodo del college.
Ognuno ha la sua storia da mostrare. Lo scenario d’ispirazione onirica può essere attribuito al Surrealismo, mentre tutti i soggetti e il modo in cui sono dipinti possano essere invece associati alla pura Pop art.
I lavori di Peck sono colmi di fantasia: infatti, in essi si distinguono bizzarri paesaggi abitati da figure da circo e pelosi personaggi dai grandi occhi da cucciolo.
I suoi dipinti sono ricchi di personaggi eccezionali, che sembrano fuoriuscire dal flusso dei sogni; i soggetti di Peck sono pieni di vita, talvolta sono semplicemente adorabili, mentre altre volte sembra-no soffici oppure amabilmente divertenti.
Marion Peck ha esibito i suoi lavori in tutto il mondo, sia in gallerie che in musei, di cui citiamo “Art from the New World” al Bristol City Museum, “Hey! Modern art and Pop Culture” al Musée de la Halle St Pierre a Paris, Francia, “Pop Surrealism” tenutasi al Museo di Arti Visive del Palazzo Collicola a Spoleto, in Italia, durante il “Festival dei Due Mondi”, “Turn the Page” al The Virginia Museum of Contemporary Art (MOCA) e “Cross The Streets” tenutasi al MACRO Museo di Arte Contemporanea a Roma, Italia nel 2017. I suoi lavori sono anche stati protagonisti di copertine d’album, come “Waking the Mystics” dei Sophe Lux, gruppo rock di Portland. Fra le sue maggiori pubblicazioni annoveriamo il catalogo della mostra “I Cari Estinti” (2006), “Paintings by Marion Peck” (2003), “Sweet Wishes” (2008), “Animal Love Summer” (2010), “Lamb Land” (2016).

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