mercoledì 29 gennaio 2014

Indagine sulla Follia – Il secondo libro più misterioso al mondo

Questo articolo è un guest post scritto da Luca Sempre.



Oggi ti parlerò della Follia nell’Arte, e lo farò in modo misterioso. Diverso, se preferisci. Spesso infatti la parola Follia viene associata a tutto ciò che non riusciamo a comprendere e che al tempo stesso induce in noi una sensazione straniante, come quando osserviamo una persona che si atteggia in modo bizzarro e inquietante e non ne comprendiamo il senso.

Non è detto, però, che tutto ciò che è ritenuto folle oggi lo sia anche domani. Folli erano considerate all’epoca le teorie scientifiche di Galileo. La storia, poi, ci ha detto tutt’altro.

Quindi preparati a fare un viaggio in un libro folle proprio perché indecifrabile.

# Il Codex Seraphinianus



Premessa.
Per anni mi sono occupato di manoscritti, incunaboli, testi rari e preziosi, e fra le tante perle che i miei polpastrelli hanno avuto la fortuna (e il privilegio) di sfogliare ce n’è una che secondo me le batte tutte, un codice misterioso e indecifrabile che un collezionista (all’epoca mio cliente) mi fece conoscere circa 10 anni fa.

Sto parlando del Codex Seraphinianus, mirabile prodotto dell’ingegno – e della follia artistica – di tal Luigi Serafini, architetto e designer romano che verso la fine degli Anni Settanta immaginò e poi diede alle stampe questo suo originalissimo codice (non ti sarà certo sfuggito il fatto che l’aggettivo “Seraphinianus” fa riferimento proprio al cognome del suo stesso creatore).

Il Codex venne pubblicato in Italia per la prima volta nel 1981 dalla casa editrice FMR, all’epoca ancora diretta dal suo geniale e bizzarro fondatore - il marchese Franco Maria Ricci - forse  in quegli anni il più grande editore d’arte al mondo, soprattutto per l’originalità e l’ammaliante bellezza delle sue pubblicazioni.

# Un fantastico mondo di follie possibili

Il Codex (circa 360 pagine) non è altro che una reinterpretazione in chiave assolutamente fantastica e oltremodo surreale di alcune fra le principali scienze umane. Le meravigliose illustrazioni (tutte realizzate dallo stesso Serafini) spaziano infatti dalla botanica allo zoologia, dalla fisica all’architettura passando per l’ingegneria e l’arte del gioco.

In questa vera e propria Enciclopedia del Fantastico troverai ad esempio:

  • Due amanti che si fondono l’un l’altro trasformandosi in un coccodrilli
  • Alberi che migrano come i pinguini e si gettano in mare.
  • Strani pesci a forma di occhio. O strani occhi a forma di pesce.
  • Fiori che galleggiano e fiori a forma di forbici.
  • Piante che al posto del tronco hanno la testa di un cervo. O cervi le cui corna si trasformano in rami alberati.
  • Ombrelli che camminano per strada e arcobaleni che si annodano (o nodi che si trasformano in arcobaleno).

Mi fermo qui. La lista delle meravigliose stranezze potrebbe continuare all’infinito ma forse è meglio che sia tu stesso a darci un’occhiata.

Pesce Occhio




 Alfabeto di Rami Spezzati



 Margherita che si trasforma in Pistillo che si trasforma in Palloncino



Vivisezione Aliena

Arcobaleno Annodato


#L’alfabeto impossibile

Eppure le incredibili stranezze del Codex Seraphinianus non finiscono qui. Se le illustrazioni sono quanto di più surreale – e a volte inquietante – ti sia mai capitato di vedere fra le pagine di un libro, il testo che accompagna le singole tavole e che introduce ogni nuova sezione del codice non è certamente da meno.

Per oltre 30 anni collezionisti, studiosi, letterati, artisti, crittografi o semplici curiosi hanno infatti provato a decifrare l’incomprensibile alfabeto inventato dal buon Luigi, fino a quando – nel corso di una conferenza tenutasi nel 2009 presso la Oxoford University Society of Bibliophiles – lo stesso Serafini mise fine ad ogni tipo di disquisizione affermando che in realtà l’alfabeto presente nel Codex è del tutto privo di significato e non fa riferimento ad alcuna lingua esistente o immaginaria.

# Il culto del Codex Seraphinianus nel mondo

Come dicevo all’inizio, il Codex venne pubblicato per la prima volta in Italia da FMR nel lontano 1981: due tomi, oggi rari e preziosi, che nelle successive edizioni si fusero in un unico volume tradotto anche all’estero. L’edizione spagnola e quella francese, in particolare, videro l’introduzione di Italo Calvino, da sempre grande cultore e appassionato del Codex.

Inutile dire che la prima edizione, oltre ad essere la più bella, è anche quella più ricercata dai collezionisti di tutto il mondo. All’epoca quel cliente mi diede la possibilità di sfogliarla. Fu una scoperta e, al tempo stesso, un’infatuazione.

Se quest’articolo ti ha fatto venir voglia di sfogliare il Codex Seraphinianus, hai 3 alternative:

  • Spendi circa tremila euro e ti porti a casa la prima edizione.
  • Ti procuri l’ultima ristampa del Codex ad opera della Rizzoli e in questo caso te la cavi con circa novanta euro.
  • Ti scarichi la versione .pdf del Codex disponibile online a questo indirizzo. Sembra per zero euro. Sembra.
A questo punto immagino che tu abbia già fatto una scelta.
Bene.
Diciamo subito che se la versione .pdf ti permette di avere il Codex subito a disposizione, mai come stavolta mi sento di spezzare una lancia in favore di chi dice che “il digitale non potrà mai sostituire la carta stampata”.

Sfogliare le pagine di un’opera così surreale e unica nel suo genere richiede quella giusta dose di silenzio, lentezza e riflessione che solo la carta stampata può darti. Perché se questo codice è davvero così folle, allora la sua follia va sfogliata su carta.

# E il primo libro?
A questo punto rispondo alla domanda che ti starai facendo più o meno da quando hai iniziato a leggere quest’articolo.

Ma se il Codex Seraphinianus è il secondo libro più misterioso al mondo, il primo qual è? Secondo molti sarebbe il Manoscritto Voinich, datato intorno al 1400 d.C. e tuttora indecifrato.


Alcuni affermano che il buon Luigi Serafini si sia ispirato proprio a tale manoscritto per elaborare il suo Codex. Chi lo sa. Certo è che anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un altro mistero o – per riprendere il filo conduttore di questa serie di articoli – l’ennesimo frutto della follia umana. Questa volta consapevole.


O forse no?


Luca Sempre
Sito personalelucasempre.com
Figurine (sito dedicato al racconto): http://figurine-racconto.weebly.com
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