lunedì 27 gennaio 2014

Indagine sulla Follia – I volti, i luoghi, le storie

Questo articolo è un guest post scritto da Luca Sempre



 Devo farti una confessione. I matti mi hanno sempre affascinato.

Esatto. Parlo di tutti quegli individui dalla personalità borderline, affetti da problemi pschici, disturbi mentali, sindromi paranoico/depressive, manie di persecuzione, e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, ci siamo capiti: pazzi nel vero senso della parola. 

# La [Follia] nelle [A]rti

Molti artisti (scrittori, registi, pittori) hanno provato a raccontare la follia umana nelle loro opere. Alcuni lo hanno fatto da una prospettiva "esterna". Vedi ad esempio il meraviglioso film Qualcuno volò sul nido del cuculo con la straordinaria interpretazione di Jack Nicholson che nel 1976 si aggiudicò tutti e 5 gli Oscar più importanti (miglior film, migliore regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista, migliore sceneggiatura non originale).



Altri, invece, hanno dato voce alla loro follia interiore per poi trasformarla in Arte con la A maiuscola. È noto, del resto, che alcuni dei più grandi artisti della storia erano affetti da disturbi più o meno riconducibili alla follia.

Tuttavia, riflettendoci bene, associare al concetto di “pazzia” un mero disturbo mentale è esercizio incompleto, oltre che una visione molto riduttiva e semplicistica della tematica, certamente ben più ampia di quello che si possa pensare.

A tal proposito, basta leggere ciò che riporta Wikipedia sull'etimologia stessa della parola "follia":

“In psicologia e psichiatria, e nel senso comune, il termine Follia indica genericamente una condizione psichica che identifica una mancanza di adattamento che il malato esibisce nei confronti dell'ambiente di vita, tipicamente attraverso il suo comportamento, le relazioni interpersonali e stati psichici alterati ovvero considerati anormali. La definizione di follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle convenzioni, quindi è possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era normale e viceversa.”

Mancanza di adattamento. Esatto. È proprio questo il punto. Ogni artista, in fondo, non è altro che un disadattato sociale che trova rifugio nella sua arte espressiva per sfuggire (o ridefinire) i contorni delle sue ossessioni. Quindi, estremizzando il concetto, ogni artista è - a suo modo - folle. 

# Rinchiudetemi in manicomio, please

Lungi dal definirmi un "artista" (ho troppo rispetto per l'arte in generale, sarebbe questo un enorme peccato di presunzione da parte mia), confesso tuttavia che ho sempre pensato di essere un disadattato sociale, un misantropo che nella scrittura ha trovato la sua vera e unica via di fuga, il conforto necessario a un certo "malessere" di fondo che ha accompagnato la mia esistenza fin da quando sono nato. E parlando di ossessioni (tutti i matti hanno le loro), ho sempre avuto una naturale fascinazione per:

·         I mondi isolati
·         Gli universi chiusi
·         Le realtà distopiche
·         Le camere d'albergo vuote
·          I corridoi di passaggio delle astronavi che verranno
·         Le personalità distorte
·         Le storie a margine ma non marginali

Ma anche per molto altro. Quindi, a mio modo, sono un matto. Nel senso meno ironico del termine.

Rinchiudetemi in manicomio, please.

# Anche tu hai bisogno della Follia

Sempre Wikipedia riporta una citazione di A. C. Grayling che trovo davvero illuminante:

<< La sanità mentale necessita della follia per la propria stessa sopravvivenza e in condizioni normali chi è sano di mente cerca di conseguenza di procurarsi forme temporanee delle sue più piacevoli manifestazioni: dalla leggere euforia che si procurano feste e balli agli stati non altrettanto salutari indotti dall'alcol, dalla cocaina e da altre sostanze che alterano la coscienza. >>
(A. C. GraylingLa ragione delle cose)

Ecco. Partendo da questo assunto potremmo dire che tutti noi necessitiamo della follia. Anche quelli che si ritengono assolutamente normali. Quindi indagare sulla Follia non può far altro che:

·         Condurci su sentieri non ancora battuti
·         Proiettarci verso nuovi mondi inesplorati
·         Restituirci visioni non convenzionali
·         Svelarci verità nascoste o ignote
·         Detto in altri termini: la follia ci avvicina a tutto ciò che non riusciamo a capire fino in fondo e di cui, però, sentiamo un estremo e irrazionale bisogno.

Ecco perché è importante osservare la Follia. E amarla, se possibile.

Non comprenderla. Amarla.

Lungi dal voler esaurire tutto l’argomento in queste poche righe - il tema è davvero molto vasto, credimi - ho deciso quindi di dedicare alcuni articoli proprio al tema della Follia nelle Arti. Ogni articolo tratterà di un'opera o un artista in particolare, per poi concludere questa "folle" traversata con un viaggio bellissimo e inquietante nei luoghi che più di ogni altro, da sempre, hanno nascosto al mondo la pazzia umana: i Manicomi (ma per questo dovrai aspettare l’ultimo post della settimana, ok?)

Sei pronto? Bene. Il folle viaggio inizierà domani. 


Resta sintonizzato su queste frequenze, mi raccomando.


Luca Sempre
Sito personalelucasempre.com
Figurine (sito dedicato al racconto): http://figurine-racconto.weebly.com
Twittertwitter.com/lucasempre_ ( @lucasempre_ )

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