mercoledì 27 novembre 2013

Pier Paolo Pasolini nelle immagini di Sandro Becchetti: Galleria dA.Co - Terni



Ascoltare Sandro Becchetti che racconta di non aver mai subito il fascino della fotografia, ma il fascino dell'arte, è una rivelazione intima ma non soprendente, facilmente riscontrabile nelle sue fotografie, molte delle quali hanno fatto la storia della fotografia italiana (e non solo) del secondo Novecento.

Quella che Becchetti chiama la degradabilità evidente più nei volti umani che nei monumenti è l'elemento che trasforma ogni sua fotografia in una storia da comunicare.

E lo spettatore accoglie il suo racconto, così come le storie narrate attraverso le fotografie, storie sempre differenti, mai scontate, impreziosite dalle sue parole che escono roche e scavalcano la nostra immaginazione. E in questo modo si scopre che alla base della sua arte c'è una profonda e sincera comprensione di se stesso avvenuta guardandosi negli occhi di un altro. E' questa la più completa definizione di quello che rappresentano le fotografie di Sandro Becchetti, indipendentemente dal soggetto (o protagonista) della storia. Continua la lettura leggendo l'articolo La fotografia è una menzogna, l'arte di Sandro Becchetti

Terni // fino al 1 dicembre 2013
Quello che resta - Pier Paolo Pasolini nelle immagini di Sandro Becchetti
Galleria dA.Co
Via del Tribunale 9

lunedì 25 novembre 2013

Il regno delle donne, Alda Merini

Per ricordare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne condivido le parole di Alda Merini.


Il regno delle donne

C'è un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.      
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.

Alda Merini

domenica 24 novembre 2013

Rincorso da mille vocianti cani

venerdì 22 novembre 2013

Davide Failla, l'arte, la pittura e il suo debutto artistico

Ho incontrato Davide Failla più di un anno fa, l'ho intervistato e vi ho proposto quello che, all'epoca era la sua arte. Vediamo quali cambiamenti ci sono stati nel suo modo di creare e di vivere l'arte.


Davide, è passato un po' di tempo, cosa ci racconti in merito alla tua esperienza artistica?
Rispetto all’ultima intervista è il caso di dire che ne è passato di colore sotto i ponti. Si, sembrerebbe l’espressione più adatta da usare a questo punto del mio procedere in ambito artistico. Sto creando e sto avendo un approccio differente, per certi aspetti, al mio lavoro. Mi sento un creatore di immagini e sensazioni ma le varie sfumature dipendono poi dai punti di vista e dalle intelaiature teoriche del caso, di un determinato filone artistico o di una certa corrente di pensiero. 



Davide Failla in arte Friedrich Nebraska. Qual'è il rapporto con il tuo personaggio? 
Il mio personaggio, sta crescendo sempre di più nutrendosi di nuove esperienze e mietendo i propri confini, valicandoli, giorno dopo giorno. Adesso, diversamente da qualche anno fa, a Nebraska non viene associato solo il bianco e il nero, largamente utilizzato nelle mie illustrazioni, ma anche il colore. Da un anno a questa parte ho cominciato a dipingere a olio, mosso dal confronto, tinto d’ammirazione e di desiderio di emulazione, con i più importanti maestri del passato: V. Gogh, Picasso e Dalì su tutti. Con il colore, le esperienze sono state, e sono tutt’ora, eterogenee. Quando m’esprimo a monocromi, con l’ausilio della mia Faber Castell 0.1, rendo facilmente riconoscibili ed individuabili le mie opere; ciò non è esattamente equiparabile al contesto della mia espressione attraverso i colori. 



In quest'ottica di cambiamenti che rapporto hai con ciò che racconti nelle tue tele?
Vi è sempre una sorta di base comune a tutte le tele, ma ogni tela ha la propria storia; non solo tematica ma anche estetica. In base a come mi sento, a quello che mi circonda e a quello che penso nel momento durante il quale m’appresto a dipingere, imprimo su tela i miei colori e i miei segni. Ciò non accade quando m’appresto a utilizzare solo la Faber Castell su carta. Esprimendomi solo attraverso la penna, non interrompendo dunque il connubio mistico, oltre che artistico, tra me e la materia sulla quale imprimo i miei segni, riesco ad evadere ogni faccia del reale e ad immergermi, totalmente, nell’illustrazione che traccio; molte volte, ho avuto la netta impressione di vivere all’interno di ciò che disegno. 

L’impressione è, più o meno, questa: Sono l’atto che compio, in quel dato momento. Per atto non intendo, comunque, la totalità dell’azione ma anche solo un elemento della stessa; come, per esempio, un solo passo o un puntino delle mie illustrazioni. Credo di riconoscere, nel minimale, la grandezza e il riflesso del massimale. A tal proposito, devo riconoscere quanto, il mio creare, ha alimentato la mia sfera spirituale. Quando cominciai a creare, seriamente, ero quasi totalmente distaccato dallo spirituale e da qualsiasi forma d’energia non direttamente tangibile. Illustrazione su illustrazione, tela dopo tela, ho notato quanto per ogni essere vivente fosse fondamentale creare e quindi produrre energia. Quindi, ho riconosciuto il mezzo a partire dalla causa. Posso dire di aver sentito l’abbraccio di Dio in un certo senso procedendo sempre di più con il mio creare. 
Alludo a un Dio inteso come forza naturale e come alchimia amorosa e creativa; che altro non è che alchimia amorosa perché, per creare, partendo proprio dalla decisione di farlo, si deve avere, soprattutto dentro di sé, una buona base d’amore, altrimenti è tutto vano e fine a nulla. Se c’è una differenza tra il me che avevi intervistato qualche periodo fa e il me attuale, artisticamente, sta tutta qui; ho riconosciuto il soffio divino negli elementi ed anche oltre gli elementi. 



Come ti stai muovendo su internet? Hai esposto recentemente?
Una prima personale è stata fatta a settembre e si è conclusa da poco presso Il Melograno Art Gallery di Livorno (c'è anche un video disponibile su youtube) mentre recentemente ho dato vita a una pagina su Facebook dedicata ai miei lavori inoltre ho aperto un blog. Per il resto, continuo a seguire la scena artistica attuale e, al di là di questa, ogni elemento che mi circonda.



Chi ha parlato e segnalato la mostra di Davide Failla:


martedì 19 novembre 2013

Alyson Richman, La musica segreta dei ricordi (Piemme)



Dopo la settimana da Guest Blogger di Valentina Bertani, riprendo in mano il blog e vi propongo, come primo articolo, la recensione all'ultimo romanzo di Alyson Richman, La musica segreta dei ricordi, edito da Piemme, libro profondo proprio perché la storia che narra è tratta da un fatto realmente accaduto. Vi invito a questa lettura, impegnata e a tratti faticosa perché è difficile leggere il dolore ma, nel caso decideste di farlo, mi piacerebbe avere i vostri commenti. Questa recensione è uscita sul Blog della rivista Sul Romanzo

Lo scrittore Roberto Bolaño raccontando il Cile di Pinochet riesce a creare un'atmosfera estremamente realistica che trasuda il dolore e la miseria, il patimento di un'intera generazione rovesciatosi, per riflesso, nei decenni successivi. I figli di questa sofferenza hanno taciuto il loro passato, alcuni non l’hanno conosciuto se non in età adulta, altri hanno rielaborato quel poco che i genitori sono stati in grado di raccontare. Bolaño dipinge la disperazione di quegli anni e il lettore corre veloce sul filo delle parole incastonate dallo scrittore, il quale definisce la struttura e la forma della dittatura di Pinochet. Ora, se proviamo a immaginare queste atmosfere come sfondo politico e sociale di un romanzo e aggiungiamo una storia d'amore adolescenziale che matura e sprigiona la sua forza nell'arco di un trentennio per poi subire il peso di un passato devastante tra luci e ombre, abbiamo gli ingredienti dell'ultimo libro di Alyson Richman...

Continua la lettura su questa pagina.

sabato 16 novembre 2013

Guest Post: Narrazioni multimediali e interattive


I videogiochi non saranno forse l'ultima frontiera della narrazione – chissà cosa ci riserva ancora il futuro! Ma sono comunque una forma di narrazione molto sofisticata ed evoluta. Combinano e incorporano diversi media, per raccontare una storia che è anche interattiva. Infatti, l'intervento del giocatore è essenziale per avanzare la trama. I videogiochi più simili a storie interattive sono forse i gdr, i giochi di ruolo, ma anche alcuni giochi dei generi action/adventure e survival horror spesso presentano una narrazione molto solida, con personaggi e ambienti molto ben caratterizzati.

Vorrei proporvene un assaggio lasciandovi il trailer di Final Fantasy XIII e il gameplay di Final Fantasy XIII-2


Trailer


Gameplayer




E voi cosa ne pensate delle narrazioni multimediali?

La mia settimana da guest blogger si conclude qui, ringrazio coloro che hanno letto, condiviso e commentato. A presto!


Valentina Bertani

venerdì 15 novembre 2013

Guest Post: Narrare con le immagini e la musica

E' possibile raccontare una storia senza parole? E se sì, come rendere veramente efficaci le emozioni? Come coinvolgere il bambino/adulto che sta "leggendo" la storia?

In molti hanno "scritto" una storia senza parole, riuscendo a narrare le emozioni e a rendere suggestiva l'atmosfera e gli stessi personaggi con il solo aiuto delle immagini. Lo ha fatto recentemente l’illustratore indonesiano Thé Tjong-Khing realizzando un libro illustrato per bambini senza scrivere neanche una parola.

Allo stesso modo, il video riportato qui sotto racconta una storia in cui non ci sono parole, non c'è una voce narrante e non ci sono dialoghi. Solo le immagini e la colonna sonora. Questo permette di usare la fantasia e l'immaginazione per entrare nel vivo della storia e sentire quello che provano i personaggi stessi.

Chiruri è una storia commovente, quella che vi presento, con un finale più volte interpretato dai vari lettori. 




E voi cosa ne pensate? Siete riusciti a emozionarvi anche senza leggere le parole?







giovedì 14 novembre 2013

Guest Post: Narrare con le parole


Cinzia Bolognesi e le sue meravigliose illustrazioni le potete ammirare qui http://www.ninibilu.com/
C'era una volta è il classico attacco con cui cominciano le fiabe della tradizione. Con “C'era una volta” Gianni Rodari gioca nel suo libriccino A sbagliare le storie e nella Grammatica della fantasia
Giocare “a sbagliare le storie” diventa una vera e propria serie di esercizi.

“C'era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Giallo. No, Rosso! Ah, sì, Cappuccetto Rosso. La sua mamma la chiamò e le disse: Senti, Cappuccetto Verde... Ma no, Rosso!”

- G. Rodari, A sbagliare le storie

“Questo lo schema di un vecchio gioco «a sbagliare le storie» che può nascere in ogni casa, in qualsiasi momento. L'ho adoperato anch'io, tanti anni fa, nelle mie Favole al telefono.”

- G. Rodari, Grammatica della fantasia

Il vetusto “C'era una volta” è ormai caduto in disuso – a meno che non se faccia una scelta di stile. Le “nostre” storie ormai non cominciano più con “C'era una volta”. Già le fiabe di Andersen, nell'Ottocento, non cominciavano più in questo modo. Prendiamo, ad esempio, La piccola fiammiferaia:

“Faceva un freddo terribile, nevicava e calava la sera – l'ultima sera dell'anno, per l'appunto, la Sera di San Silvestro. In quel freddo, in quel buio, una povera bambinetta girava per le vie, a capo scoperto, a piedi nudi.”

- Hans Christian Andersen, La piccola fiammiferaia da Tutte le fiabe (ed. Newton I Mammut)

Cambia la maniera di scrivere l'incipit ma la maniera di scrivere storie (e di raccontarle) soggiace pur sempre alla medesima struttura, che rimane sostanzialmente la stessa nel corso del tempo. A dare una forma, sistematizzare questa struttura è l'antropologo russo Vladimir Propp, nel suo Morfologia della fiaba.

Lo schema generale di una fiaba, secondo Propp, è il seguente:
  • Equilibrio iniziale (esordio);
  • Rottura dell'equilibrio iniziale (movente o complicazione);
  • Peripezie dell'eroe;
  • Ristabilimento dell'equilibrio (conclusione).
Non solo. Propp propone anche tutta una serie di funzioni, ben 31. 
Di seguito invece, quelle che io e una mia collega abbiamo scelto i occasione di una lezione di scrittura creativa la primavera scorsa in una scuola media locale; potete trovarne altre su questa pagina.
  • Allontanamento = l'eroe si allontana.
  • Divieto = un taboo che l'eroe non deve infrangere.
  • Infrazione del divieto = l'eroe infrange il taboo.
  • Investigazione = l'eroe cerca una soluzione.
  • Tranello = l'eroe finisce in una trappola.
  • All'eroe è imposto un compito difficile.
  • Lotta tra eroe e antagonista.
  • L'eroe si salva. 
  • Punizione dell'antagonista.Lieto fine.
Identificare e isolare le funzioni di Propp in un moderno romanzo di narrativa è probabilmente un esercizio complicato e difficile, perché noi rimescoliamo le carte, pieghiamo le regole secondo le nostre esigenze, giochiamo con parole, sperimentiamo, innoviamo; ma proviamo a soffermarci per un momento sulle storie che amiamo, non è forse perché seguono questo schema fondamentale che ci piacciono e che sono riconoscibili come storie?



martedì 12 novembre 2013

Guest Post: Il racconto orale

“Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi: sono il catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo e a una donna”
Italo Calvino

@pinterest
Partendo dalle parole di Italo Calvino, ho pensato al racconto (la più antica forma di narrazione orale) e in particolar modo alla favola che nasce e si sviluppa in una dimensione digiuna dalle parole scritte. E' proprio l'oralità il mezzo sul quale, in tempi remoti (come disse appunto Calvino), il racconto ha viaggiato entrando nell'immaginario di grandi e piccini. 

Oggi grazie a piattaforme come SoundCloud è possibile trovare piccoli racconti scritti e narrati per il web. Il racconto che vi presenterò oggi, dal titolo Il mondo sottosopra, è un ottimo esempio di favola orale, recitata per la scuola materna da Bruno Munari (Reggio Emilia, Giugno 2013).

Buon ascolto!


E voi cosa ne pensate delle favole orale? Le raccontate ai vostri figli?


Valentina Bertani
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lunedì 11 novembre 2013

Guest Post: L'arte della narrazione

Ci sono delle regole per narrare una storia? Come costruire una trama, come svilupparla, come condividerla? Vediamo insieme di cosa parleremo questa settimana.



L'arte della narrazione
Ci sono molti modi di narrare. Una storia la si può raccontare in forma orale oppure scritta. Il racconto orale può essere accompagnato dalla musica, così come un racconto scritto può essere arricchito dalle immagini. Ma si può raccontare una storia anche solo ricorrendo alle immagini: le pitture rupestri delle civiltà preistoriche, i mosaici d’epoca romana e bizantina, gli affreschi nelle Chiese ne sono un esempio.

Il moderno fumetto combina immagini e testi, con l’avvento del cinema sono nate nuove forme di narrazione che combinano parole, immagini e musica. La multimedialità ha portato forme ancora più complesse, come i videogiochi, dove viene aggiunta anche la dimensione dell’interazione del giocatore. Ecco, questo sarà il filo d'Arianna della settimana: le forme della narrazione con e senza parole.

Ho stuzzicato la vostra curiosità? Spero che passeremo una settimana piacevole insieme e che troverete tanti spunti per riflettere.



Valentina Bertani
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/mywebdiary

giovedì 7 novembre 2013

Lo stato di salute della cultura italiana


Questo articolo è uscito su CaffèNews Magazine.

Una nazione più colta potrà diventare anche più ricca. E’ l’affermazione del professor Tomaso Montanari che nel suo blog su Il Fatto Quotidiano afferma l’urgenza di creare nuovi posti di lavoro e una nuova visione della cultura che, aggiungo, porterebbe alla conversione di un Paese senza speranze in un Paese dove anche le giovani generazioni possono vivere realizzando i loro sogni. Lo stesso concetto viene ribadito a Pane Quotidiano, durante la puntata del 10 ottobre.

Continua la lettura, leggi qui

Guest Blogger: Storytelling anglosassone e senso della Narrazione

@pinterest


Valentina Bertani sarà la prima guest blogger ospitata su questo blog. Valentina, già molto conosciuta sul web attraverso gli svariati progetti di scrittura che porta avanti da tempo con costanza e dedizione, studia lettere all'università di Parma dopo aver frequentato lingue straniere. La passione per la letteratura e la scrittura, in tutte le sue forme e dimensioni, è forte al punto che, durante il passaggio da lingue straniere a lettere, riorganizza il suo blog, My web diary, dandogli un'impronta differente rispetto al progetto iniziale e pensandolo come "un luogo in cui intrattenere altri appassionati di scrittura, libri, videogiochi e fumetti".

Tra i suoi progetti c'è "la pubblicazione di un racconto a puntate scritto tra THe iNCIPIT e il blog, che uscirà come opera self. Ancora non c'è una data d'uscita precisa in quanto" racconta Valentina "sono alla fase della revisione. I miei riferimenti letterari sono Isaac Asimov, Terry Brooks, William Gibson, Francis Hodgson Burnett, Louisa May Alcott, Bianca Pitzorno, Elisabetta Gnone, Banana Yoshimoto. Inoltre da adolescente sono stat una grande divoratrice di anime e manga, passione che coltivo tuttora".

E poi, parlando, quasi raccontandoci le nostre esperienze nel settore editoriale mi svela che si sente "più una narratrice, nel senso anglosassone di storyteller, che una scrittrice. Perché, a me, piace raccontare storie e le storie sono un modo per trasmettere memorie. Perciò questo mi basterebbe. Divertire con le mie storie e al tempo stesso trasmettere memorie, se sarò abbastanza brava per farlo".

Su questo blog, Valentina Bertani parlerà, a partire da lunedì 11 novembre per una settimana, della narrazione con e senza parole, usando solo immagini o solo musica sulla base di alcuni corti animati che hanno recentemente catturato la sua attenzione.



Dove potete trovare Valentina Bertani:

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/mywebdiary


Se anche tu vuoi sapere come diventare Guest Blogger leggi Guest Post su Corsi e Rincorsi

martedì 5 novembre 2013

Corsie e Rincorsi su #Pinterest

Corsi e Rincorsi da oggi è anche su Pinterest. Venire a trovarmi, si parla di #libri e #librerie, #streetart, #graffiti e citazioni dai libri. Ma poi ci saranno anche altre bacheche tipo viaggi, fotografia e tanto ancora. 

Cosa stai aspettando?






lunedì 4 novembre 2013

Urbino, Nebraska. Alessio Torino


Questa recensione è uscita sul blog Temperamente.

Urbino, Nebraska. Già dal titolo si sente la pienezza dei contenuti e una certa rotondità sintattica che volge il suo sguardo a una prosa definita e limpida. Il terzo romanzo di Alessio Torino, edito dalla casa editrice Minimum Fax, riconferma l’autore urbinate come uno degli scrittori più interessanti del panorama editoriale italiano.

Ti consiglio, mentre continui la lettura, di ascoltare #Nebraska di Bruce Springsteen