martedì 16 aprile 2013

Libri, musica, scrittura... A volte ritornano




Concedere il proprio corpo al tempo dell'amore dopo che per giorni è rimasto digiuno, è un piacere commovente e conturbante, è un sospiro di sollievo inatteso, una parentesi che si interpone nella quotidianità insapore e incolore. E scrivere, nuovamente, dopo giorni d'attesa, mi provoca lo stesso sconvolgimento, la stessa dolcezza di contrasti.

Un enjambement narrativo che prosegue il filo del discorso, si inabissa per poi riaffiorare di una fulgida bellezza, magistralmente calibrata tra emozione e nostalgia. Non saprei dire perché parlo di nostalgia probabilmente perché i ricordi sono talvolta più scaltri di qualsiasi sfacciato presente, sanno quale corda pizzicare, capiscono il momento e colpiscono senza pietà. Da giorni sono in balia di questi ricordi che mi fanno rimpiangere, o forse dovrei dire semplicemente ripensare, momenti in cui il confine tra sogno e realtà contingente era così effimero da rischiare l'annullamento.

Dicevo dunque, nostalgia. Unfurl dei Katatonia.



Emozione. Sono i racconti di Cheever che vibrano nell'aria del primo mattino, l'odore della notte trascorsa addosso, il risveglio scapigliato e il libro tra le mani. 



Dolore. Le città sono spietate, ti fanno capire che posto occupi nella società.


E domande. Come spiegare Leopardi senza sembrare fottutamente anacronistica?

2 commenti:

Capisco sempre benissimo quello che dici e quello che provi. Un pò perchè penso le stesse cose, un pò perchè tu sei proprio brava nel comunicarle.
Per Leopardi, spiegalo come scrivi.
Che tanto la poesia non diventa mai anacronistica.
Un bacione.

Che belle parole! Ti ringrazio di cuore! Un grande abbraccio :)

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