martedì 27 novembre 2012

Editoria per l'infanzia nelle scuole italiane: insegnare agli insegnanti


Questo articolo ha origine dalla mia recente passione per i libri illustrati dedicati ai bambini e ai ragazzi quindi, in generale, all'editoria per l'infanzia. Essendo mamma da un anno la mia attenzione è attratta da tutto ciò che riguarda i libri per piccoli e piccolissimi. Avevo già dedicato un lungo articolo alla storia dell'illustrazione per l'infanzia a cui sono seguite recensioni di libri pensati proprio per i più piccoli. Questo viaggio all'interno dell'editoria per l'infanzia mi ha portato a riflettere sui libri che spesso scelgo per mio figlio ma anche sulle scelte che possono accrescere il mio lavoro di insegnante.

Ed è proprio sulla lettura digitale e tradizionale nella scuola dell'infanzia e primaria che vorrei porre l'accento. Partendo dagli spunti offerti dall'articolo riportato nel blog Topipittori in cui si fa leva sulle riflessioni di Anna Pisapia ideatrice dell'evento L'editoria per l'infanzia volta pagina ospitato da Bookcity Milano, ho gettato le basi per alcuni pensieri accantonando, temporaneamente, il mio ruolo e il mio giudizio di madre in merito all'argomento e ragionando solo da insegnante.

Nell'articolo postato da Topipittori, Anna Pisapia riporta i dati pubblicati da Pew Internet Project secondo cui "i genitori sono entusiasti downloader di tutti i tipi di applicazioni, in particolare per i bambini" inoltre iLearn spiega che "l'80% delle applicazioni della sezione Educazione dell'Apple Store è per bambini in età prescolare o elementare". Molte case editrici, da ultima Piemme con il marchio Il Battello a Vapore, dichiarano che il settore editoriale dedicato ai più piccoli non ha conosciuto crisi (stessa cosa è emersa alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna 2012). 
Il lavoro che ruota attorno a un libro per bambini ha conosciuto un innalzamento del livello di qualità: ne parlavo qualche settimana fa con Janna Carioli partendo dai dati AIE del 2011 sull'aumento dei bambini e giovani che si stanno avvicinati alla lettura.

La lettura accresce e arricchisce la persona e lo scenario appena descritto fa pensare a un futuro da costruire attorno a questi dati certi. Tuttavia se spostiamo il discorso alla situazione relativa ebook illustrati (o meno) per bambini e ragazzi "la ricerca è solo all’inizio, gli studi sono ancora pochi" come ha affermato Anna Pisapia. Molti esperti si sono esposti dando il loro valido contributo sulle potenzialità ma anche sugli svantaggi del libro digitale, l'articolo con le riflessioni postato da Topipittori raccoglie gli studi di alcuni professori, pediatri e psicologi.

Mi chiedo, allo stato attuale delle cose, quale sia il ruolo delle istituzioni scolastiche nella promozione della lettura e nella conoscenza e alfabetizzazione del mondo digitale. Scrive Anna Pisapia "poiché i bambini di oggi sono nativi digitali se non vogliamo precludere ai nostri figli questo mondo, dobbiamo incoraggiarli a sperimentare, a usare ogni mezzo in modo corretto e insegnando loro al tempo stesso a riconoscerne i pericoli". Da insegnante ho riflettuto su queste parole e mi sono posta delle domande. Come possono gli istituti comprensivi promuovere qualcosa che è sconosciuto alla maggior parte degli insegnanti? Parlo di una classe di lavoratori che ha un'età piuttosto avanzata rispetto alla media europea, un'età che è ancorata a un modello d'insegnamento tradizionale che poco ha a che fare con il digitale nel quale, invece, crescono e vivono quotidianamente i nostri figli. E ancora, le istituzioni hanno pensato a dei corsi di aggiornamento costanti e continui per insegnanti proprio sulle potenzialità del digitale?

Il decreto sviluppo ha previsto l'introduzione dei testi scolastici digitali a partire dall'anno 2012-2013 inoltre dal 2014-2015 saranno scaricabili direttamente dal web, intanto si sta già parlando della possibilità di seguire le lezioni via Internet. Parlando di ebook e lettura digitale nelle scuole credo che sia utile leggere l'articolo di Margaret Rock che tratta il tema del futuro dell'educazione. Margaret Rock racconta di ricerche statunitensi contrastanti: alcune hanno dimostrato quanto la lettura su carta possa aiutare la memoria altre sostengono le app e le nuove forme di scoperta, i nuovi modi di apprendere apportati proprio dal digitale. 
Ecco quindi che diventa importante, se non fondamentale, che gli adulti siano i primi ad essere educati agli strumenti digitali e alle loro potenzialità. E' necessario quindi rinnovare l'offerta formativa scolastica (che non è sinonimo di riforme radicali). Bisogna formare il corpo docente in modo che sia pronto alle sfide del digitale da trasmettere alle nuove generazioni.

Ebook, testi scolastici digitali, tablet sono degli strumenti conoscitivi indispensabili per l'apprendimento dai quali le istituzioni scolastiche non possono sottrarsi tuttavia se gli attori della filiera scolastica non vengono posti nelle condizioni ideali per conoscere le potenzialità di tali strumenti si rischia di infeltrire e banalizzare il futuro stesso delle giovani generazioni. Quindi parliamone, studiamo, confrontiamoci, facciamo ricerche, leggiamo e solo alla fine potremo insegnare. 

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