lunedì 11 giugno 2012

Il nuotatore e altri racconti di John Cheever: la sovrabbondanza del sentimento


Nel quadro di Hopper, Morning Sun (ma potrei anche citare Nightawks) lo sguardo laconico e lapidario dell'artista atterrisce lo spettatore lasciandolo perplesso di fronte alla crudeltà e alla vacuità di una società (quella americana dei primi del Nocevento) che sembrava abbandonarsi alle apparenze, consegnando nelle mani di queste, il suo stesso destino.  

Partendo dalla stessa "superficie levigata delle false apparenze" (F.Pivano) si dipana la disperazione dei racconti di John Cheever. Il nuotatore, edito da Fandango Libri, che contiene anche Un giorno qualsiasi e Una radio straordinaria, rappresenta l'emblema della fragilità di uno scrittore e di un uomo. Dove inizia l'uno e dove finisce l'altro è difficile affermarlo con esattezza, in quanto le due figure sono strettamente legate tra loro. La vita dello scrittore, amareggiata e affranta, percorsa da brividi di instabilità si riversa sulla carta e il lettore può scorgere in Neddy, il protagonista de Il nuotatore, il "fallimento umano" che aveva investito gli ultimi anni della carriera di Cheever così come in Jim, ne Una radio straordinaria, sono evidenti le angosce dell'aristocrazia americana messe a nudo per mano delle sue stesse effimere convinzioni. 

Leggendo questi tre racconti il pensiero è scivolato ai quadri di Edward Hopper, al realismo delle sue opere sopraffatto dai sentimenti dell'artista stesso. Nei suoi quadri le situazioni descritte rivelano un'apparente semplicità. Dietro l'opaca staticità, l'ordine e la geometria sembrano nascondersi aspetti del reale che difficilmente vengono accettati. Questi ultimi celano, a loro volta, emozioni, sensazioni, modi di sentire e percepire il mondo. I quadri di Hopper spiccano, nello scenario artistico dell'epoca, per la "sovrabbondanza del sentimento" (M. Strand).

Lo stesso realismo scarno e spogliato da qualsiasi simbolismo, investito di una forte percezione umana, sembra essere alla base dei racconti di Cheever, del suo slancio emotivo e della sua particolare capacità di raccontare, con fredda eleganza nutrita da uno spirito sagace, la società nella quale viveva, senza esasperare la tragicità degli eventi ma realizzando racconti dall'impressionante impatto emotivo. La forza della sua narrazione risiede proprio in queste sue, rare e preziose, capacità.

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