mercoledì 11 aprile 2012

In art, I am alone: Surrealismo e Pop Surrealismo nell'arte di Brandi Milne

In un recente post pubblicato sul blog di Brandi Milne si legge: "In art, I am alone. Alone in my head while I'm thinking about what I want to paint. Alone when I search and search the land for inspiration. Alone while I sketch ideas however quick or lengthy. Alone when I finally make my palette and begin putting color onto the beautiful wood surface. Alone through the entire process of emotions that stir while I build and build on that same surface. Alone when I need to run away from the work, alone when I can't figure out what color should be here or there, alone when I can't stand what I'm looking at anymore, alone when something finally clicks and I can see the horizon and for the first time it looks amazing, alone when I apply the final highlights and alone when I step back and allow myself to fall in love with what I just labored over for however many days and weeks and months. All alone here inside these walls, all alone here inside this head."


Credo che la poesia di cui è pervaso questo testo sia tanto sicera quanto immediata e comprensibile anche per coloro che, come la sottoscritta, non sono artisti ma vivono in un modo che agli occhi di molti è considerato "una perdita di tempo". Il concetto di solitudine espresso da Brandi Milne è quanto di più veritiero abbia letto negli ultimi mesi. E forse è proprio per la sincerità e le emozioni vere e forti che l'arte di Brandi Milne mi ha colpita fin dall'inizio. 


Artista californiana, Brandi Milne viene spesso presentata come un'autodidatta che ha saputo fare dell'arte il suo lavoro, il perno attorno al quale ruota la sua vita. Tratti morbidi, acrilici brillanti che permettono di "confondere la linea tra reale e fantasia" (si legge in un'intervista per nonsoloKawaii.com). Le opere di Brandi Milne rappresentano succulenti dolci che si fondono (o meglio confondono) con gli abiti stravaganti di certe ragazze dal volto non ben definito ma dai capelli nero corvino o bindo cenere.



Come nelle favole da Brandi Milne stessa illustrate (Alice nel paese delle Meraviglie, Pinocchio, Il mago di Oz), la fantasia e l'immaginifico hanno un ruolo fondamentale, dando un tocco surreale al quadro già di per sé fantasmagorico. E a proposito di favole, Brandi Milne è autrice del libro "So Good For Little Bunnies", edito da Baby Tattoo Books nel 2008.

"So Good For Little Bunnies" è una raccolta di illustrazioni dedicate ai più piccoli. "Ho preso appunti, fatto schizzi e ho iniziato a scrivere la mia storia da li. 


Le illustrazioni per me erano la cosa più importante, e ho costruito tutto intorno a quelle, pensando a cosa avrei voluto esprimere di me stessa nelle mie gallery shows" (si legge in un'altra intervista per KoiKoiKoi.com).
Da Salvador Dalì al pop surrealism degli anni '60-'70: l'arte di Brandi Milne non conosce confini e per chi vuole ammirarla in tutto il suo splendore basta attendere la mostra personale alla Corey Heldford Gallery.

3 commenti:

Si, Brandi Milne è veramente brava. Era da un po' che tenevo d'occhio i suoi lavori.

Mi piacciono davvero molto i sui character e i colori che usa, grazie per averne parlato: non la conoscevo

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