martedì 20 marzo 2012

Street Art: la libertà dietro ai graffiti di Roa

Ama Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Public Enemy, ma anche Kraftwerk e George Clinton; adora la versione illustrata de On the Origin of Speces, considera acuti e illuminanti film come The Shining mentre sono vere e proprioe fonti di ispirazioni i film di David Lynch, Lars Von Trier, Fritz Lang, Godard, Fellini.




E' cresciuto nell'Europa degli anni Ottanta, in un piccolo villaggio del Belgio (Ghent) e, come lui stesso ha dichiarato, "si era influenzati dalla musica americana, dal pattinaggio, dai filmati". Ben presto tutto ciò che lo circonda profuma di hip hop, ogni forma d'arte sembra avere la sua origine dall'hip hop.

Inizia in questo modo a conoscere la pop art e i graffiti di stampo americano. La sua passione cresce di giorno in giorno grazie anche al fermento che, i quegli stessi anni, si respira nella piccola cittadina belga. "La mia città è molto piccola, in termini americani, non è una vera e propria città, ma più un villaggio. Tuttavia a Ghent, c'è sempre attività, dietro ogni espressione si scoprono svariati stili artistici, embrioni di nuove forme d'arte".





Si sta parlando di Roa, artista belga, le cui opere sono sparse in tutto il mondo: da Sidney a Stoccolma, da Berlino all'Australia, dagli Stati Uniti al centro Europa. Roa si trova ovunque, in particolare i suoi graffiti rappresentanti gli animali come testimoni della nostra epoca.

Roa con i suoi graffiti porta in giro per il mondo "una delle espressioni artistiche più libere" (..) "non si fanno per soldi né per ricevere riconoscimenti. E' libera espressione che rende, a sua volta, liberi da un sacco di restrizioni.















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