sabato 14 gennaio 2012

Spot Paintings e altre opere di Damien Hirst in mostra alle Gallerie Gagosian di tutto il mondo

La bicicletta da corsa di Lance Armstrong decorata con ali di farfalle, 8.601 diamanti che ricoprono un cranio umano in platino, uno squalo tigre di oltre 4 metri nella formaldeide dentro una vetrina, una tela ricoperta da 25.781 spot paintings ovvero cerchi colorati. Queste sono solo alcune delle opere realizzate, nel corso della sua carriera, da Damien Hirst, l'artista inglese più pagato al mondo, tanto ammirato per i suoi originali spot paintings ma anche criticato, in particolar modo dagli animalisti, per l'uso, a loro dire "improprio", di animali di qualsiasi razza.

Chi vuole dare un personale giudizio relativo le opere di Damien Hirst non deve fare altro che scegliere la città più vicina a casa e presentarsi alla sua mostra. Dal 12 gennaio per due mesi nelle gallerie di Larry Gagosian sparse in tutto il mondo sarà possibile ammirare le opere di questo prolifico  e originale artista che, tuttora, non smette di stupire. 

Los Angeles, New York, Hong Kong, Londra, Parigi, Ginevra e non poteva mancare Roma. Ogni Galleria presenta una retrospettiva che testimonia il percorso artistico di Damien Hirst dagli anni Ottanta fino ad oggi. L'originalità dell'evento sta nel fatto che, nello stesso momento, persone diverse per estrazione sociale, lingua, cultura e quant'altro, si trovano di fronte agli spot paitings di Damien Hirst e, probabilmente, fanno esperienza delle stesse emozioni. Le suddette opere rappresentano un modo di lavorare che esce dagli standard comuni per abbracciare la creazione pura, fantasiosa e soprattutto manuale. 

Damien Hirst ha dichiarato di aver dipinto solo le prime tele con spot paintings, mentre i successivi li ha affidati a collaboratori e pittori. Tuttavia il principio della lavorazione manuale e dell'uso degli stessi smalti scelti inizialmente da Hirst è rimasto invariato nel corso degli anni, accrescendo il valore di tele che trasudano di tradizione e lavoro artigianale. Lo spettatore, di fronte agli spot paintings, è disorientato, l'occhio non sa dove soffermarsi. Rapita dal marasma di colori e cerchi, la mente rischia di perdere il controllo della situazione. 

Senso di impotenza e sopraffazione sembrano le sensazioni che si provano guardando le sue opere. Considerate in linea con il minimalismo degli anni Sessanta e Settanta, le opere di Damien Hirst in realtà rappresentano una parte del quotidiano, una parte di noi stessi inseriti in una società in cui le persone sono chiamate, in continuazione, a ricercare delle risposte per vivere, o meglio, per sopravvivere.

0 commenti:

Posta un commento