martedì 10 gennaio 2012

Memorie d'Inciampo: Stolpersteine di Gunter Demnig. Arte e design al servizio dei diritti umani

Specializzato in industrial design, Gunter Demnig è un artista tedesco, scultore e designer, conosciuto in Europa per quelli che vengono chiamati Stolpersteine, ovvero dei sanpietrini rivestiti di ottone solo sulla superficie superiore e costruiti in onore dei deportati ebrei nei campi di concentramento nazisti. Gli Stolpersteine riportano, sulla superficie di ottone, il nome del deportato, la data di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte (solo se è nota).

Quest'iniziativa approda nuovamente nella capitale, a Roma: il progetto è stato promosso, per il terzo anno, dall'ANED (Associazione Nazionale ex Deportati), dall'ANEI (Associazione Nazionale ex Internati), dal CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), dalla Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane  Italiane, dal Museo Storico della Liberazione, voluto grazie anche a  Stefano Gambari, responsabile della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia e sostenuto dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dalla Comunità Ebraica di Roma. Sono stati collocati nella capitale 72 Stolpersteine, il primo, nella giornata di ieri, davanti a casa di Don Pietro Pappagallo (Quartiere Monti), un sacerdote arrestato e assassinato per aver aiutato tutti coloro che venivano perseguitati dai nazisti. La collocazione dei Stolpersteine continuerà nella giornata di oggi fino a domani. Per coloro che volessero assistere e partecipare alla presentazione del progetto dovranno recarsi presso la Galleria Ex Roma Club dove la curatrice, Adachiara Zevi, coordinerà la presentazione stessa.

L'artista Gunter Demnig e i suoi  Stolpersteine erano già approdati a Colonia, per la prima volta, nel 1995 e, successivamente, in altre città tedesche ed europee. Si contano infatti più di  30mila Stolpersteine in giro per l'Europa. L'idea nasce dall'artista stesso in seguito all'obbiezione di una signora che nega che a Colonia nel 1940 siamo stati deportati degli zingari: da quel momento Gunter Demnig mette a disposizione il suo tempo e le sue energie per il progetto che prenderà corpo qualche anno dopo in tutta Europa.

L'arte di Gunter Demnig viene messa al servizio della società e dei diritti umani. Le sculture dell'artista sono un modo per non dimenticare ciò che è accaduto più di sessant'anni fa. Pietra dopo pietra, l'arte di Gunter Demnig guarda al futuro senza rinnegare il passato; l'obiettivo sembra voler evidenziare il bisogno di costruire il presente (e di conseguenza il futuro) partendo dalla consapevolezza del proprio passato.

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