martedì 1 novembre 2011

Joe Sorren a Roma in mostra alla Dorothy Circus Gallery

Joe Sorren non è solito sognare, anche se talvolta gli accade. Una notte ha sognato di dormire nel suo letto proprio mentre dormiva nel suo letto. "Una cosa alquanto strana" ha commentato a Adam Szrotek durante un'intervista per Webesteem art & design Magazine. Ma questo è stato quasi un anno fa, chissà quali altri bizzarri sogni ha fatto Joe Sorren negli ultimi mesi. Comunque sia, non credo che abbia cambiato idea sul fatto che i sogni non sono importanti per la sua vita e quindi, verrebbe da pensare (forse erroneamente) neppure per la sua arte. 

Un'arte, quella di Joe Sorren, che invece sembra attingere molto all'onirico e all'immaginifico. Parole usate e bistratte quando si parla si parla di pop surrealism e lowbrow. Due correnti che (attenzione!) non vanno confuse nonostante nascano entrambe negli Stati Uniti intorno agli anni '70 espandendosi successivamente oltreoceano. Joe Sorren fa parte degli artisti pop surrealisti portando in giro per il mondo quest'arte magica, bizzarra, fantasmagorica, ricreativa, vulnerabile ma duratura nel tempo. 


Ultimamente Joe Sorren ha partecipato a Spacejunk Art Centers in Francia, dove ha esposto le sue opere insieme ad altri artisti pop surrealisti come Robert Williams, Nicolas Thomas, Robert Crumb e Caia Koopman (tanto per citarne alcuni). Les Enfants Terribles è il nome dato alla mostra, non a caso visto che, secondo gli ideatori, viene portata in scena l'arte di questi "enfants terribles", appunto gli artisti del pop surrealismo e della lowbrow art. 

Un'altra mostra lo sta impegnando proprio in Italia, precisamente alla Dorothy Circus Gallery a Roma, che sta ospitando le opere di Joe Sorren dal 7 ottobre. La mostra terminerà il 23 dicembre. Osservando i quadri esposti, si ha l'impressione di essere sopraffatti da un mondo altro, dove le persone rappresentate come bambini dalla testa enorme (qui il rimando a Mark Ryden è forte) che, probabilmente, non potranno camminare nella realtà (come si augura scherzando Joe Sorren nell'intervista con Adam Szrotek) ma lo fanno in quel mondo fantastico e surreale appunto rappresentato dai suoi quadri. E non solo camminano ma scattano fotografie, disegnano, si arrampicano sugli alberi, corrono, giocano. Bambini come tanti, verrebbe da pensare se non fosse che un velo di malinconia ricopre i loro volti. Malinconia e anche stupore. Occhi impauriti che scrutano, labbra contratte, corpi rigidi. 

Non si può non notare una precisione nella pittura di Joe Sorren che appare sorprendente per dei soggetti così sfuggenti e poco definiti così come poco definiti sono i contorni stessi, le atmosfere, gli sfondi. Precisione estenuante se si pensa che, talvolta, per finire un'opera Joe Sorren impiega anche tre o quattro mesi. Ma il tempo non interessa a questo artista che crea opere concettualmente e idealmente legate tra loro come tasselli appartenenti allo stesso mosaico. Davanti ad ogni suo quadro è inevitabile porsi delle domande e immaginare che, forse, le stesse hanno attraversato la mente di Joe Sorren. 

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