lunedì 14 novembre 2011

Alex Gross: pop surrealismo tra cultura giapponese e pop art americana

Avendo presentato Ron English, celeberrimo street artist e pop surrealista che usa la sua arte come strumento di denuncia contro lo strapotere delle multinazionali, ma anche per affrontare tematiche politiche e sociali, non ci si poteva esimere dalle presentazioni di un altro famoso ed acclamato artista come Alex Gross che attualmente vive e lavora a Los Angeles dove crea opere che di certo non passano inosservate.

Alex Gross, come Ron English, ha raccolto, nel corso degli anni, il consenso di un pubblico sempre più vasto grazie a dipinti che rispondono a tematiche di forte impatto sociale ed economico: la globalizzazione, l'inesorabile scorrere del tempo, la tecnologia, i forti contrasti fra tutto ciò che è positivo e ciò che invece è negativo. Queste sembrerebbero essere alcune tematiche che emergono guardando i dipinti di Alex Gross, anche se tuttavia è difficile (e questo lo si è più volte detto a proposito degli artisti pop surrealisti) categorizzare dei quadri dove simbolismo e surrealismo sono il frutto di una forza tanto istintiva quanto inconscia come quella che agita l'animo di Alex Gross nel momento in cui disegna.

Spontaneità. Sembra questo infatti uno dei termine esatti che potrebbe descrivere l'artista. Le linee dei suoi quadri nascono dalla spontaneità ma sono alimentate da un background culturalmente  ricco e variegato che lo ha portato a possedere una molteplicità di strumenti atti a interrogare la sua arte. Alex Gross non cerca un significato preciso, lascia che sia il suo inconscio a parlare e a trasferire ciò che ha vissuto, e che vive, sulla tela.  
Per questo nelle sue opere si intravedono momenti legati alla sua storia personale, agli attimi più intimi della sua vita (la morte del padre che emerge in Arrival e Departure - come lui stesso ha dichiarato in un'intervista a Artifice Magazine&Tv) ma anche influenze derivate da viaggi più o meno lunghi, come il soggiorno in Giappone: Geishe, kimono, soldati, insegne, ideogrammi... sono alcuni degli elementi che Gross ha dipinto dapprima come semplice rievocazione, poi dedicando sempre più impegno e costanza. 

Come detto inizialmente, i dipinti di Alex Gross sembrano essere in linea con l'arte di Ron English, in quanto vi è la stessa propensione alle tematiche sociali, economiche e politiche arricchite degli elementi tipici del pop surealism e della pop art. Inoltre i quadri di Gross possono essere riconducibili, per certi aspetti, anche a quelli di Glenn Barr: entrambi gli artisti sembrano rifarsi al filone cinematografico degli anni a cavallo tra il 1960 e il 1970, sia per quanto riguarda i toni usati in alcuni quadri sia per le espressioni dei volti femminili. Eppure nell'arte di Gross sembra esserci anche la scintilla, propria di Naoto Hattori, bizzarra e immaginifica che porta ad un viaggio surreale e psichedelico caratterizzato da una pittura ad olio brillante, colori acrilici lussureggianti e collage fantasmagorici. Oltre agli artisti pop surrealisti, Alex Gross è affascinato anche dall'arte rinascimentale e dai pittori gotici.





Alex Gross sarà presente alla Jonathan LeVine Gallery dal 25 febbraio 2012 fino al 24 marzo. La mostra includerà i suoi nuovi lavori su tela, carta e anche su tavole.

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