martedì 11 ottobre 2011

Surrealismo e Pop Surrealism nell'arte di Jung Yeon Min

Una delle caratteristiche del surrealismo di Jung Yeon Min, un'artista coreana, è la dualità che esprimono le sue opere: si passa dall'astrattismo al puro realismo, dall'ignoto alla trasparenza, dalla sincronia alla diacronia, dal microscopico al macroscopico, dall'infinito al finito, dal sogno agli stati più profondi del nostro inconscio.

Ed è proprio alla luce di concetti quali sogno e inconscio che le opere di Jung Yeon Min si inseriscono in un discorso più ampio: esse rappresentano una protesi del surrealismo primo novecentesco, quello di André Breton declamato nel  manifesto pubblicato nel 1924 (scritto sulla base del saggio di Freud, L'interpretazione dei sogni), e si evolvono abbracciando la corrente del pop surrealism (che attinge a sua volta dalla lowbrow art) per la quale Robert Williams viene rappresentato come colui che, attraverso il manifesto degli anni '70 e la rivista Juxtapoz Art & Culture Magazine fondata nel '94, pone le basi teoriche di questo movimento artistico.

Il dualismo rappresentato da  Jung Yeon Min proviene anche dal suo backgound: da un lato la Corea, Paese diviso storicamente, dall'altro la Francia, nazione dove vive e lavora attualmente. La sensazione di Jung Yeon Min, come ha più volte espresso, è quella di non appartenere più al Paese d'origine ma di non far parte neppure dello stato francese. Non riconoscersi come parte di un tutto: è ciò che vive costantemente l'artista coreana. 

Di fronte alle opere di quest'artista ci si potrebbe chiedere quali turbamenti hanno smosso il suo animo, quali passioni, sentimenti, sensazioni ma anche quali stati della psiche hanno prodotto simili quadri. Tutto sembra stravolto, le regole sembrano appartenere ad un mondo immaginario, a vari strati della realtà o, per meglio usare un termine caro a Breton, della surrealtà. Quello di Jung Yeon Min è un mondo immaginifico che spinge la mente dell'osservatore sempre più in là, sempre più lontano, oltre i confini e le possibilità del reale e probabilmente anche del surreale. 

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