martedì 26 luglio 2011

Graduatorie d'istituto personale docente III fascia per il triennio 2011/2014

Ci siamo!
Intorno al 15 luglio è uscito il decreto per la compilazione e l'aggiornamento dei moduli per le graduatorie di prima, seconda e terza fascia. Vorrei dare qualche dritta ad alcuni colleghi che, come la sottoscritta, stanno aggiornando la propria posizione (eh si, sono anche insegnante oltre che mamma, scrittrice e aspirante giornalista!).

Sul sito del Ministero dell'Istruzione, www.miur.it, alla voce In evidenza troverete lo specifico del decreto ministeriale per il personale docente ed educativo del prossimo triennio. Le modalità di compilazione del Modello A1, A2 e A 2bis non sono molto differenti dallo scorso biennio. Per quanto riguarda invece coloro che vogliono fare un trasferimento di graduatoria da una provincia all'altra oppure vogliono cambiare la sede delle scuole, mantenendo la stessa città, la compilazione del Modello B avviene solo tramite web. Basta accedere a Istanze online (sempre all'interno della voce istruzione, sulla destra) e mettere username e passaword. 

Ricordate che il codice personale va cambiato dopo il primo accesso (lo stesso sistema ve lo farà notare). Il nuovo codice vi verrà inviato alla vostra casella di posta elettronica istituzionale. Vi ricordo che la ricezione delle mail è celere quindi nell'arco di pochi minuti dal primo accesso, seguendo le istruzioni che saranno riportate nella mail, potrete cambiare il codice, inventarne uno nuovo a vostro piacimento e compilare i moduli.

Per chi ha conseguito da poco una laurea e vorrebbe accedere all'insegnamento basta seguire questo iter: sito del ministero della pubblica sitruzione, cliccare su Istruzione, Personale Scuola quindi Tutti gli argomento e scegliere, una delle ultime voci, Titoli di accesso. In questo modo potete vedere a quale classe di concorso potete accedere grazie al vostro titolo di studio. 

Vorrei sottolineare, visto che sto ricevendo molte infomazioni sbagliate che per fortuna non vanno a traviare il mio percorso ma che, forse, se arrivassero ad orecchie poco esperte potrebbero portare all'acquisizione di conoscenze non esatte, che tutti coloro che vogliono insegnare nella Scuola Primaria o nella Scuola dell'Infanzia non devono per forza avere la laurea in Scienze della Formazione (io ad esempio sono laureata in Lettere Moderne e insegno dal 2004) tuttavia se si vuole insegnare nella Scuola Primaria o nella Scuola dell'Infanzia si deve avere un diploma magistrale comprensivo dell'anno integrativo (praticamente bisogna aver frequantato le magistrali per cinque anni oppure aver conseguito il diploma del liceo psico-pedagogico che è la nuova denominazione sostitutiva dell'istituto magistrale). Invece se si vuole accedere all'insegnamento nella Scuola Secondaria di primo e secondo grado (ovvero scuole medie e superiori), non serve avere l'abilitazione. Io non sono abilitata ma posso insegnare grazie al diploma magistrale, ho una laurea in lettere e mi sono inserita nelle graduatorie di terza fascia! La laurea mi servirà per definire le classi di concorso alle quali posso accedere.
Informatevi presso sedi Cgil, non attenetevi alle voci di corridoio.

sabato 23 luglio 2011

Un libro per tutti: High & Dry Primo amore di Banana Yoshimoto

Sensazioni intense, atmosfere magiche ai confini della realtà, attimi in bilico fra tradizioni giapponesi e piccoli miracoli comuni. Questo è il tessuto narrativo del nuovo romanzo di Banana Yoshimoto, High & Dry Primo Amore, uscito per Feltrinelli a giugno e che ha riscosso da subito successo di critica e pubblico.

Yuko ha quattordici anni e vive in un mondo incantato animato da piccoli esseri che solo lei riesce a vedere, da persone che potrebbero esistere solo nella sua fantasia, da sensazioni così vivide che sembrano vere o almeno per Yuko lo sono. Lei non ha molti contatti con i suoi compagni, al contrario fin da piccola è stata circondata da adulti con i quali è sempre riuscita a rapportarsi in modo del tutto naturale. Una naturalezza che spiazza Kyu, il suo insegnante di disegno, all'incirca più grande di lei di dieci anni. Tuttavia, se all'inizio Kyu la guarda con occhio critico e forse un poco incuriosito, conoscendola meglio capisce che loro sono più simili di quel che credeva. Complice un fatto che li accompagnerà per tutta la durata del romanzo: durante una lezione di disegno Yuko e Kyu assistono ad un miracolo naturale ovvero vedono piccoli esseri uscire da una pianta. E' bastato uno sguardo per capire che i loro cuori erano simili.

Inizia una conoscenza che li porterà ad una intima unione, senza alcun rapporto fisico, nel rispetto quindi dell'età di Yuko. Grazie a Yuko, Kyu riuscirà a superare un trauma infantile e ad affrontarlo parlandone con sua madre. Yuko invece conoscerà la felicità e le prime sensazioni alle quali può condurre l'amore, avanzando, giorno dopo giorno, verso l'età adulta. Un percorso lungo ma che ha inizio proprio con il suo maestro di disegno di cui lei è innamorata. Da ammirare è il comportamento della madre di Yuko, che non ha mai ostacolato la figlia nella conoscenza di Kyu, nonostante fosse al corrente della differenza anagrafica. Al contrario, questa madre è riuscita, pur essendo sola (il marito è impegnato in America per lavoro), a stare vicino alla figlia cercando di capire il momento che sta attraversando, conoscendo Kyu, uscendo insieme a loro e parlando apertamente del rispetto che lui deve portare alla figlia.

La suggestione dell'autunno, stagione in cui Yuko conosce il suo maestro di disegno, le luci e le ombre, gli odori, i sapori dei cibi, il paesaggio che cambia mentre si avvicina l'inverno, tutti questi elementi fanno del romanzo una piccola perla del mondo della letteratura giapponese e non solo. La delicatezza e il misticismo dialettico sono tratti caratteristici di Banana Yoshimoto che non stancano mai.

E' molto semplice riconoscersi in questo libro. Per gli adolescenti che si innamorano per la prima volta, questo romanzo contiene le sensazioni che chiunque di loro proverà, si passa dalla solitudine, alla gioia, dai primi momenti di gelosia alla felicità, per non parlare delle prime emozioni che si provano stando in intimità con la persona di cui si è innamorati. Anche gli adulti potrebbero riconoscersi, riportando la memoria al periodo del loro primo amore.

Come mamma, futura mamma, ho ripercorso i ricordi del mio primo amore, ricordi che non sono così magici, intrisi di gioia, felicità e piccole quotidiane emozioni come quelle provate da Yuko. L'assenza di mio padre, che potrebbe avvicinarmi alla protagonista del romanzo, l'ho vissuta come un vuoto incolmabile, che solo il tempo mi ha aiutato a superare, mia madre non è stata delicata, come la madre di Yuko, quando ha scoperto che il mio primo amore aveva cinque anni in più di me e il paese in cui vivevo allora mi appariva una landa desolata, dove potevano crescere solo erbacce. Mi sentivo sola e questa condizione non mi ha mai abbandonata, neppure quando stavo in intimità con il mio primo amore. Questo matassa ha rischiato di soffocarmi, e in realtà io mi sentivo veramente così ovvero schiacciata dal peso di una madre che voleva proteggermi nell'unico modo che conosceva e dal mio primo amore, che mi provocava sensazioni uniche che purtroppo non sono mai riuscita a vivere in totale spensieratezza e serenità.

Questo libro mi insegnerà ad ascoltare mia figlia quando la vedrò rientrare da scuola con gli occhi che brillano, quando la sentirò parlare al telefono e dalle sue parole traboccherà un mare di emozioni, le stesse che, a mia volta, ho provato io a quattordici anni. Questo libro mi insegnerà ad ascoltare mia figlia anche con il cuore e a capire che proprio queste emozioni, in quanto le prime, vanno rispettate.

giovedì 21 luglio 2011

Lettere a un bambino che presto nascerà

Ieri io e il mio compagno, marito, fidanzato ma soprattutto papà della bimba che porto in grembo abbiamo pensato di creare una mail per la nostra bambina. Le scriveremo quasi ogni giorno una mail che lei potrà leggere da grande, vabbè non troppo grande intendo verso i dieci anni. Ci piace l'idea che possa sapere, non solo tramite i nostri racconti orali o attraverso le fotografie ma anche con le lettere che le stiamo inviando, come abbiamo vissuto i mesi antecedenti la sua nascita.
A dire il vero è un'idea che è venuta a mio marito.
Ben vengano gli uomini come lui!

lunedì 4 luglio 2011

Habemus papam di Nanni Moretti vince ancora

In occasione dei sei Nastri d'argento assegnati dai giornalisti cinematografici italiani al film di Nanni Moretti, "Habemus papam",  e del  Globo d'oro come miglior film assegnato qualche giorno fa a Villa Massimo a Roma dall'Associazione della Stampa Estera in Italia, pubblico la recensione dell'ultimo capolavoro di Moretti.


"Habemus papam" racconta la storia del cardinale Melville, chiamato a diventare Papa. Tuttavia il cardinale Melville non si sente degno di questo incarico e dopo aver riflettuto a lungo sul motivo per cui il Signore abbia scelto proprio lui, si rifiuta di salutare la folla dei fedeli. La depressione lo attanaglia e ad aiutarlo entra in scena Nanni Moretti, nei panni dello psicologo Brezzi, che, insieme all’ex moglie e collega, interpretata da Margherita Buy, soccorrerà il Papa.


Sull’onda della "Messa è finita" e "Caro Diario", Moretti mette in scena un concatenarsi di eventi dove ironia e riflessione religiosa si alternano sapientemente come solo un maestro riuscirebbe a fare. Moretti, secondo quanto dichiarato, non ha voluto fare un film troppo pessimista distaccandosi dai problemi attuali che il Paese sta attraversando. 


A questo proposito nessuno potrà dubitare della sua volontà di mantenersi, ancora una volta, libero, coronando la sua scelta, fatta vent’anni fa, di non usare la distribuzione Medusa, dal momento che "Habemus papam" verrà prodotto dalla Sacher Film e da Fandango in collaborazione con l’etichetta francese internazionale Le Pacte.  

domenica 3 luglio 2011

Rileggendo Murakami: After dark

C'è una voce nel romanzo di Murakami, Afert Dark, pubblicato alla fine del 2008 per Einaudi. A dire il vero sarebbe più esatto parlare di uno sguardo che si innalza sopra la metropoli di Tokyo, la osserva in silenzio, fa tesoro di tutto ciò che vede, non dà giudizi, non ferisce coloro che sta guardando. Questo sguardo sconosciuto, che accompagna il lettore fino alla fine del romanzo, non fa altro che ritrarre, nel modo più obiettivo possibile, ciò che gli si presenta dinanzi.

E lo scenario descritto porta i contorni sfocati di un sogno che si confonde, sempre più spesso, con la realtà. E' mezzanotte. Mari, una studentessa di lingue, decide di non tornare a casa per sfuggire a se stessa ma anche ai segreti che si celano nella sua famiglia, in primis la sorella che vegeta in uno stato semicomatoso da parecchio tempo sotto lo sguardo impotente dei genitori e dei medici. Mari si rifugia in uno dei tanti bar di Tokyo, in un quartiere che non conosce la notte.

Sarà proprio in questo bar che Mari incontrerà Takahashi, un giovane jazzista, amico della sorella. Lui la riconosce, si siede al suo tavolo e iniziano a parlare. Discorsi che all'apparenza sembrano vacui, inespressivi e invece rappresentano il modo di entrare in contatto tra due anime solitarie, che sfuggono, per motivi differenti, a se stesse, ma che reagiscono con atteggiamenti altrettanto differenti. Tramite Takahashi, Mari conoscerà Kaoru, la manager di un love hotel, e attraverso quest'ultima verrà a contatto con un mondo dove la violenza regna e a subire sono proprio le donne, o meglio le ragazze giovani. Mari infatti aiuterà Kaoru a soccorrere una giovane prostituta cinese picchiata da un cliente, un impiegato che lavora in un ufficio dello stesso quartiere e fa i turni di notte, e che è solito frequentare proprio il love hotel gestito da Kaoru.

Le anime di queste persone, i loro destini si scontrano, talvolta si tengono per mano. Urlano nella notte il loro dolore, la loro paura, spezzano la solitudine. Ma quelle che emettono sono urla mute. E questo rende ancora più surreale il romanzo che tiene ancorato alle sue pagine il lettore, fino alla fine, quando chiude il libro. Ma a quel punto qualcosa dentro il lettore è sospeso, in bilico tra sogno e realtà, come i personaggi del libro di Murakami.