venerdì 6 maggio 2011

Indignatevi!: la libertà secondo Stéphane Hessel

“Siamo responsabili in quanto individui. La responsabilità dell'uomo non può affidarsi né a un potere né a un Dio” è il messaggio libertario di Sartre. E questo insegnamento viene riportato da Stéphane Hessel nel suo libro Indignatevi! edito da Add Editore.

Ci si potrà chiedere chi sia quest'uomo che ha dato alle stampe un libricino che non supera le trenta pagine, correlate da note e postfazione dell'editore francese. La risposta è complessa. Provare a descrivere Stéphane Hessel è impresa ardua, se non si vuole tralasciare qualche particolare della sua vita o qualche sfaccettatura della sua personalità. Ma si potrebbe iniziare dicendo che lui oggi ha 93 anni ed è stato uno dei combattenti durante la Resistenza francese e successivamente ha apportato un valore aggiunto al programma elaborato dal Consiglio Nazionale della Resistenza nel marzo del 1944. Il Consiglio aveva l'obiettivo di “fondare la democrazia moderna” dello Stato francese attraverso princìpi e valori. Ed è su questi princìpi e valori che Hessel ha voluto porre l'accento, in quanto oggi ne “abbiamo più che mai bisogno”.

Iniziando con un augurio, ovvero che ognuno di noi cerchi un motivo per indignarsi, uscendo da quella coltre di indifferenza che è il peggiore degli atteggiamenti e a causa del quale il mondo potrebbe marcire sotto i nostri stessi occhi, Hessel attinge ai ricordi personali di un giovane influenzato dagli scritti di Sartre e di Hegel, ma non succube. E sarà proprio il suo ottimismo a spingerlo sempre di più ad abbracciare il pensiero di Hegel, secondo cui la libertà dell'uomo progredisce con il progredire della storia.

Concetti forse astrusi per chi è digiuno di filosofia, ma tanto attuali da non poter sfuggire alla comprensione della molteplicità dei lettori. Quello che Hessel ci sta facendo capire, quello che ribadisce è il significato di libertà umana, accompagnato a quello di responsabilità individuale. Solo in virtù di queste due caratteristiche fondamentali dell'animo umano si arriva, secondo Hessel, alla capacità di indignarsi e quindi all'impegno civile.

Cercare, indignarsi, reagire. Una reazione che, tuttavia, deve seguire la strada della non-violenza. Questo è il pensiero di Hessel. La non-violenza e la speranza guardano, all'unisono, al futuro. L'autore riporta alcuni esempi di persone che hanno fatto della non-violenza e della speranza il manifesto del loro pensiero: Mandela e Martin Luter King.

Mi è dispiaciuto leggere il sarcasmo e la pungente ironia di Aldo Grasso che, in un articolo del 19 aprile apparso sul Corriere della Sera, lo ha definito “noioso, prevedibile e ideologicamente intransigente” riferendosi alla sua presenza a Che tempo che fa di Fazio. Forse non si è soffermato sui brevi ma intensi capitoli del libro, oppure lo ha semplicemente snobbato per dare più spazio al conterraneo e molto discusso Moretti (elogiato nello stesso articolo come personaggio “in gran forma”). Premesso che ammiro Moretti e ho molto apprezzato il suo ultimo film, ritengo superficiale la presentazione di Grasso al libro di Hessel.

“Creare è resistere, resistere è creare” . 


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